Un runner wannabe a Miami

Ciao, sono Abeone e sono un runner wannabe.
Vuol dire che sono nella fase dove si combattono le “demoniache scuse” prima di iniziare sul serio. Questo pertanto è un post di auto-aiuto.

Boardwalk MiamiDa cosa si riconosce il runner wannabe? Provo a spiegarlo parlando di me. Passando davanti a ogni negozio di scarpe da running mi impianto come una donna davanti a una vetrina di Louboutin. Comparatori web di attrezzatura da running  di ogni sorta non hanno speranza di sfuggirmi, anche se dopo ogni consultazione sono sempre più confuso.
Il mondo delle app per runners è ricco di insidie nascoste sotto un menu o una misurazione possibile (ma sarà utile?). Su questo l’unica cosa che ho imparato è: “prova e vedi come ti trovi al massimo la cambi”. Bene. “Certo che però la precisione dell’orologio GPS vs le app dei telefoni…”. Arrgh.

Nella mente si inseguono domande del tipo
“ma quando lo faccio che la mia vita è già incasinata?”
“tanto non sarei costante…”
“ma quando piove?”
“certo che prima di correre dovrei smettere di fumare”
“ma mi vedi correre in mezzo allo smog di Milano?”Running a Miami

Siamo arrivati a cosa c’entra Miami. Troppo facile per chi abita a Miami correre tutte le mattine o le sere o anche tutto il giorno. Nel dettaglio parliamo di circa 4 km di passerella in legno dedicata che si stende lungo la spiaggia tra mid e south beach sostanzialmente parallela alla Collins Avenue e che termina poco a nord di Ocean Drive.

Mare di MiamiDi fronte a uno spettacolo del genere dove sei a 100 metri dalla città caotica, ma in un mondo a parte, non esistono scuse. Devi correre, al massimo fermarti ogni tanto e buttarti in mare (che detto tra noi per essere davanti a una metropoli come Miami è decisamente bello e pulito).

Vivo a Milano e non mi lamento, ma se mi trovassi tutte le mattine di fronte a un percorso dedicato al running come questo non potrei non correre. Troppo facile. 

Ecco. Alla fine dei conti il “vero motivo” per non correre è l’assenza del mare, non la pioggia o la pigrizia. =P

P.S. se siete runner e avete consigli dalle scarpe alle app a qualsiasi cosa vi venga in mente siete i benvenuti. Prima o poi finirà di piovere e nel frattempo devo nutrire la scimmia….

P.S. 2 (del 13/08/2013) non perdete come prosegue questa storia su parkour per dummies di Mafe. 

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5 thoughts on “Un runner wannabe a Miami

  1. Pingback: Parkour per dummies » Runnerds

  2. arrivo da un post di mafe su runnerds: fino a un paio di anni fa ero un divano, ora sono un lento runner ciccione.
    quando piove mi girano un po’ le balle, ma esco: dopo 5 minuti ho più sudore che pioggia addosso.
    il discorso del quando farlo è molto semplice: all’inizio corri molto poco, io ho iniziato col c25k, le prime settimane stai fuori più o meno una ventina di minuti, vuol dire che dal momento in cui entravo in casa dall’ufficio a quando ero docciato passavano sui 35 minuti. vuoi non farcela a farlo? 35 minuti. poi inizia la scimmia, quella vera: fidati che la scimmia di correre è molto più potente di quella nerd tecnologica.
    fumavo una decina di sigarette di tabacco al giorno, poi sono passato a 5, poi ho iniziato a correre e non ho mai pensato di smettere. dopo un anno mi sono accorto che era un mese che non fumavo più, ora i mesi sono diventati sei, non so se continuerò a non fumare, di sicuro non smetto di correre.
    ho iniziato con scarpe da 100 euro, pantaloncini decathlon da 9.90, maglietta decathlon da 9.90, calze decathlon tre paia 5.90 e dopo due anni uso ancora solo quelle e un cronometro decathlon da 19 euro. dopo un anno e mezzo mi sono regalato un garmin 210, è figo e fa tutto quello che mi serve adesso, prima sarebbe stato troppo.
    ah, corro su una strada di campagna che collega il mio paese in provincia di torino col paese a fianco, avanti e indietro, avanti e indietro, ci sono solo campi, niente mare.

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      • a me è servito molto correre con quel programma: impegna molto poco in termini di tempo e dà un sacco di soddisfazioni perché ha gradini molto ben calibrati e ogni volta che esci torni avendo raggiunto un obiettivo che ti pompa l’autostima e invoglia ad andare avanti.

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