Un weekend da castellana, in visita al Festival del Risotto di Biella

Che mi piacciono i risotti non è una novità (vedi ad es. qui e qui).

Amo il riso anche bollito e in brodo e trasformarlo in risotti, accostando ingredienti di ogni tipo, mi mette gioia. Quindi, quando un giorno casualmente leggendo un tweet, ho scoperto dell’esistenza del Festival del Risotto, ho subito deciso che avrei dovuto visitarlo.

Festival del RisottoIl festival non può che svolgersi in una delle zone che ci regala fantastici risi italiani, quella tra le province di Biella e Vercelli. Nato da un’idea di Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva Mela Verde, il Festival, giunto alla 5° edizione, si svolge dal 17 aprile al 2 giugno e produce e serve decine di tipi di risotti, realizzati da chef della zona.

Festival del Risotto - Edoardo RaspelliNumerosi gli appuntamenti disseminati nel mese e mezzo della rassegna piemontese. Padrino della manifestazione l’ideatore Edoardo Raspelli che spesso compare durante le serate del festival, come successo durante la nostra visita il 15 maggio.
Molto cordiale e disponibile, Raspelli racconta il festival, curiosità e anche il territorio circostante e si presta alle immancabili richieste di foto.

Festival del Risotto - stand dolci

La manifestazione si svolge all’interno degli spazi della fiera di Biella, precisamente a Gaglianico. All’arrivo nel capannone fieristico, il festival è allestito in modo molto rustico con tavoloni e sedie e uno spazio cucina a vista con servizio self-service per i risotti proposti. Attorno sono posizionati gli stand ben allestiti e curati dai produttori locali di vini, dolci, formaggi e riso, tutto degustabile al momento. Siamo guidati alla scoperta del Festival dalla gentile responsabile dell’ufficio stampa della manifestazione – Maria Adelaide – che ci offre anche una degustazione di alcuni dei risotti previsti quel weekend. Ecco l’intero menù tra cui abbiamo potuto scegliere e gli chef esecutori di ciascun piatto.

  • Panissa (Gian Luca Bellardone)
  • Risotto al Castelmagno e tartufo (Gian Luca Bellardone)
  • Risotto con le rane (Gian Luca Bellardone)
  • Riso con zafferano Taliouine e aromi berberi (Noura Herrag)
  • Cous cous con verdure di stagione, confit di cipolle, uva sultanina e samet di Chefcaouen (Noura Herrag)
  • Risotto al ratafià Rapa di albicocche con sfilacci di speck (Maurizio Coda)
  • Risotto degli Alpini in trincea con cavolo nero, carne e formaggio di montagna (Maurizio Coda)
  • Agnolotti piemontesi al sugo d’arrosto (Maurizio Coda)
  • Casulot, il risotto di Raspelli (Silvia Saltarelli)
  • Risotto al radicchio, pancetta e ristretto di Nebbiolo (Silvia Saltarelli)
  • Risotto al fiordaliso (Silvia Saltarelli)

Festival del RisottoDifficile fare una scelta, quindi abbiamo optato per un assaggio di tutti i risotti e del Cous cous della chef marocchina Noura Herrag. Partendo proprio dalla chef Noura, abbastanza buono il risotto allo zafferano grazie al sapore deciso dei pistilli invece meno personalità per il cous cous che non mi ha particolarmente colpita.

Abbiamo poi assaggiato i risotti al Castelmagno e tartufo e quello con le rane di Gianluca Bellardone: non male quello Castelmagno e tartufo (anche se un po’ di tartufo in più non ci sarebbe stato male), non particolarmente saporito quello alle rane.

Decisamente buono il Risotto degli Alpini in trincea con cavolo nero, carne e formaggio di montagna preparato per quella sera dallo chef Gian Luca con l’aiuto della sous chef Sara Consolandi in assenza di Maurizio Coda. Sicuramente non leggero, ma sapori pieni e autentici.

Festival del Risotto - Risotto al fiordalisoInfine abbiamo provato i risotti di Silvia Saltarelli: risotto al radicchio, pancetta e ristretto di Nebbiolo, quello al fiordaliso e per finire il Casulot, il risotto di Edoardo Raspelli. Molto buono il risotto al radicchio. Di sicuro proverò a rifarlo perché gli abbinamenti sono proprio di mio gusto. Piuttosto anonimo quello al fiordaliso. Una vera sorpresa il Casulot, ossia la “la cassouela cunt el risott”: i sapori della cassouela emergono chiaramente nel piatto grazie ai pezzettini di carne di maiale e alla verza e si amalgamano bene al risotto che ne assorbe totalmente il sapore. Qui trovate la ricetta. 

Da appassionata di risotti un commento è d’obbligo: certamente un plauso agli organizzatori, unici ad avere pensato a una manifestazione dedicata a questo elegante piatto. Mi spiace molto per la location che probabilmente scoraggia un po’ il flusso turistico cittadino (Milano sarebbe a meno di un’ora). Abbiamo visto posti molto belli nelle vicinanze che potrebbero aiutare questa manifestazione a fare un salto di qualità, una fra tutte il Ricetto di Candelo, un posto magico, fuori dal tempo. Ecco io le prossime edizioni del  Festival del Risotto me lo immagino qui…

Ma il nostro weekend non è terminato al Festival. Avendo deciso di non rientrare a Milano in serata, si poneva il dubbio di dove dormire. La scelta è caduta su di una camera all’interno di un castello….

La zona del biellese è bella e ricca di castelli, alcuni di questi si sono attrezzati per ospitare. Noi abbiamo soggiornato al Castello di Montecavallo, struttura di assoluto impatto su di una collina a pochi passi da Biella.

Castello di Monte CavalloCastello di Montecavallo - Navata

AgriturismoB&B e produzione di vini sono ospitate in un maniero costruito intorno al 1830 in stile neogotico da Filiberto Avogrado. Siamo stati gli unici ospiti: quindi veri e propri padroni del castello, con tanto di chiavi 🙂

Affascinante la storia di Maria Chiara, la proprietaria del castello, che come racconta nel sito “I biellesi tornano sempre a casa perché amano la loro terra….. Anche io ho fatto così, sono andata e sono tornata”.

Castello di Montecavallo - Ingresso alla terrazzaInsieme a Ferdinanda gestiscono l’agriturismo che apre su prenotazione e che di sicuro tornerò a provare, e il B&B. Entrambe hanno modi gentili e sono sempre disponibili per una richiesta o un suggerimento o per raccontare la loro storia fatta di viaggi, quella dei loro vini e quella del loro progetto di accoglienza in una zona che tanto ha da offrire ai vicini milanesi, ma che fa tanta fatica a raccontarsi.

Castello di Montecavallo - dependancePer quanto riguarda il B&B sono – per ora – solo due le camere, molto ben curate in tutti i dettagli e ospitate nella dependance di fronte all’edificio principale, insieme a una sala colazione, da utilizzare solo nel caso di brutto tempo al posto della scenografica terrazza dalla quale si accede anche alla cappella. Inutile sottolineare la pace e tranquillità che regnano nella struttura. Scordatevi la tv, come giusto che sia, ma se volete condividere in real time la bella esperienza è a disposizione un collegamento WIFI. Delizioso il breakfast, con uova freschissime per gli amanti della colazione all’americana e con salumi e formaggi locali, marmellate e pane home made, succhi, caffè, yogurt locale e i croccanti brutti ma buoni.

Castello di Montecavallo - CantinaIn un edificio poco distante, che una volta accoglieva le scuderie all’interno del rigoglioso giardino, oggi troviamo la cantina. La produzione conta 5 vini che nascono da uve nebbiolo e vitigni autoctoni, tutti selezionati da Maria Chiara con passione. Tra questi mi ha incuriosito il Klix, rose’ di uve Nebbiolo in purezza (vi saprò dire di più appena apro la bottiglia che mi son portata a casa).

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