La minestra ai due porcini e le due patate

Ricordi di estati passate da bambino in montagna a raccogliere funghi, pulirli e inventarsi con la mia mamma nuovi modi per usarli in cucina. Queste memorie mi hanno guidato verso una ricetta molto semplice, di gusto intenso per veri amanti dei funghi.

porcini e polvere da sparoIngredienti per 4 persone:

  • 1,5 litri di brodo vegetale (qui trovate l’indicazione di come lo faccio io)
  • 2 cucchiai di polvere da sparo*
  • uno scalogno
  • un paio di patate gialle e un paio viola
  • 200 gr. di riso tipo Vialone nano
  • 2 porcini freschi
  • 1 uovo
  • 1 manciata di pangrattato finissimo
  • olio di semi di arachide

*La polvere da sparo, come la chiamava la mia mamma, non è altro che una polvere ricavata da funghi secchi passati in un macinino. Di utilizzo versatile per dare sapore a sughi, salse e minestre o semplicemente da spolverare su pasta in bianco, si può ottenere con diversi aromi a seconda dei funghi utilizzati dai porcini alle “finferle more” (Cantharellus lutescens).

Patate viola e gialle

  1. Mettere a scaldare il brodo e appena raggiunto il bollore aggiungere la polvere da sparo.
  2. In un casseruola a parte fare il soffritto con lo scalogno e un goccio d’olio. Lasciare stufare fino a renderlo trasparente (ca. 10 minuti), se necessario bagnando con un po’ di brodo caldo per evitare che si bruci.
  3. Nel mentre tagliare le patate a cubetti di ca. 1 cm e, a soffritto ultimato, aggiungerle nella casseruola, coprendo di brodo bollente e facendo cuocere con il coperchio per 15 minuti.
  4. Prelevare circa la metà delle patate, passarle con passaverdura e rimetterle nella casseruola. In questo modo renderemo la minestra vellutata. Evitare il frullatore a immersione per non stracciare l’amido delle patate e rendere la crema viscosa.
  5. Aggiungere il riso a pioggia e continuare la cottura per circa 20 minuti aggiungendo brodo all’occorrenza.
  6. Pulire i funghi freschi con l’aiuto di spazzola, coltello e panno cucina. Ricavarne delle fette di circa mezzo centimetro, impanarle con uovo e pangrattato finissimo, friggerle e tenerle da parte per l’impiattamento
  7. Appena il riso giunge a cottura servire in piatti fondi aggiungendo qualche fetta di porcini fritti al centro.

MullerL’abbinamento
Visto il ricordo della mamma, la scelta non poteva che cadere su un vino della Valle di Cembra sua terra di origine in Trentino. Il Muller Thurgau Vigna delle Forche di Cembra Cantina di Montagna è a mio parere uno dei migliori esponenti della sua tipologia. Giallo paglierino con riflessi verdolini, in bocca si presenta fresco con note minerali che ricordano le cave di porfido della zona di coltivazione, che si attesta poco al di sotto dei 900 m. slm. Ideale per un aperitivo o per piatti come questa minestra dove serve freschezza senza andare a coprire i delicati aromi dei funghi.

Minestra due patate e due porcini

 

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Riso basmati al profumo di mango

“Come mai hai comprato un mango?”
“Prima o poi viene utile…”

Ecco, nel pieno rispetto della cucina del frigorifero, ci ho trovato un bel mango e deciso che era il momento di inventarci qualcosa. Un piatto dai sapori orientali come piace in casa nostra e dalla difficoltà veramente minima.

Ingredienti per tre persone:

  • 150/200 gr. di riso basmati
  • 1 mango
  • 2 cucchiaini di curry piccante
  • Mezza cipolla rossa (o 1 scalogno)
  • 200 gr. di latte di cocco
  • Un cucchiaio di olio di sesamo
  • Un lime spremuto
  • Sale

Partiamo dal riso, lasciatelo in ammollo in acqua per un 10 minuti e lavatelo per togliere eventuali impurità. Cuocetelo in acqua bollente pari a circa il doppio del suo volume,  finché non ha assorbito tutta l’acqua (se usate Riso Gallo Basmati bastano circa 8-10 minuti).
Riso basmati al profumo di mangoPer la salsa pelate il mango e tagliatelo a cubetti di piccole dimensioni. Tenetene da parte un poco, tagliato a cubetti più piccoli per la finitura del piatto. In una padella fate soffriggere la cipolla o scalogno tritati finemente con l’olio di sesamo (in alternativa di girasole, ma perde un po’ di profumo), unite il curry e appena stemperato aggiungete il mango e il latte di cocco a filo continuando a mescolare. Regolate di sale. Cuocete il tutto a fiamma bassa per 10/15 minuti. Se necessario allungate la salsa con altro latte di cocco o poca acqua calda. Quando il mango è piuttosto morbido aggiungete il succo di lime, fate un giro di minipimer per eliminare eventuali pezzi di non sciolti.
Nel frattempo il riso dovrebbe essere cotto e pronto per essere impiattato.
A vostro gusto condite direttamente il riso con la salsa o, come nell’immagine, mettere il riso al naturale nel piatto con sopra salsa e dadini di mango fresco.

Wellkome: il ristorante giapponese che ci mancava

Parlare di cucina giapponese limitandosi a sushi e sashimi è un po’ come dire che la cucina italiana è fatta di pizza e spaghetti. Per questo negli anni ho sempre apprezzato i ristoranti giapponesi che si “sforzano” di portare a casa nostra i piatti che rappresentano il buon mangiare del sol levante. Ma uno che mi proponeva il Rice Burger (sì un burger con il “panino” fatto di riso) non lo avevo mai provato.

logo WellkomeL’ho trovato da Wellkome, il cui nome unisce il “well – bene” inglese al “kome – riso” giapponese. Difficile dare una definizione del ristorante e della sua cucina anche se entrando sembra un po’ di varcare la soglia di un manga. Tutta la grafica del locale a partire dal menu ricorda i fumetti giapponesi (inclusa comparsata del mitico Doraemon). Ripensando al Wellkome mi viene in mente una via di mezzo tra finger food e street food, ai quali aggiungere specialità a base di riso.

menu @ wellkomeSari Morimoto, che gestisce il locale, viene da una famiglia che commercia riso in provincia di Pavia. La loro vocazione lavorare il riso italiano in modo da dargli le caratteristiche che lo rendono adatto alla cucina giapponese. E con la stessa filosofia Wellkome unisce rispetto delle antiche tradizioni giapponesi con l’amore per l’Italia.

Katsudon @ wellkomeIl locale è semplice, ma al contempo molto gradevole. Nella sala con cucina a vista potete trovare qualche tavolo “tradizionale” più alcune postazioni con sgabelli alti. Nel nostro pasto abbiamo cercato di avere un quadro completo della cucina del Wellkome, assaggiando un po’ tutte le proposte in menu. Siamo partiti con il Katsudon, base di riso sulla quale si posizionano cotoletta, uova e cipolle: piatto decisamente goloso che regala emozioni (alternativa il Soboro Salad Gohan che al posto della cotoletta prevede trita di manzo).

onigiri @ wellkomeAbbiamo proseguito con gli Onigiri, polpette di riso dalla forma triangolare molto manga style che prevedono diversi ripieni: tonno, salmone, alga konbu oppure prugne umeboshi (i migliori per il mio gusto). Devo dire che generano una sana dipendenza: uno tira l’altro.

Veniamo poi agli spiedini di carne / verdura / gamberi / pesce / uova di quaglia proposti in due varianti di cottura Kushikatsu (fritti) e Kushiyaki (grigliati a bassa temperatura su apposita attrezzatura importata dal Giappone). Se devo fare una classifica meglio le verdure fritte e la carne griglata.

rice burger @ wellkomeEd eccoci arrivati al già citato Rice Burger da riempire a scelta con melanzane o fritto misto (carote, cipolle, seppioline). Inutile negare che la sensazione nell’addentarlo è strana, ma decisamente positiva sia per la consistenza, data dalla lavorazione del riso, che per il gusto sprigionato dal ripieno. Un like senza riserve!

Da non perdere in accompagnamento i cocktail a base di sake e umeshu (liquore a base di prugne) oppure semplice tè verde, ma se preferite l’acqua è inclusa nel prezzo e potete fare refill quando volete dal distributore al centro del locale (ci piace assai).

riso ed edamamePer concludere i dolci tipici giapponesi, non il punto di forza di questo accogliente locale. Però buona la la cheese cake al te verde.

Il prezzo? Assolutamente competitivo per una Milano che spesso costringe a spendere molto per mangiare poco, una media di circa 15 euro a testa tutto compreso.

E se vi piacerà come è piaciuto a noi, non dimenticate di portarvi a casa un piccolo assaggio di Wellkome acquistando il riso della famiglia Morimoto. Sia quello da preparare velocemente al microonde che quello da cuocere valgono proprio la pena.

Ristorante WELLKOME
Via Bezzecca 1
20135 Milano
tel. 02 36572402
http://www.well-kome.com/

Un weekend da castellana, in visita al Festival del Risotto di Biella

Che mi piacciono i risotti non è una novità (vedi ad es. qui e qui).

Amo il riso anche bollito e in brodo e trasformarlo in risotti, accostando ingredienti di ogni tipo, mi mette gioia. Quindi, quando un giorno casualmente leggendo un tweet, ho scoperto dell’esistenza del Festival del Risotto, ho subito deciso che avrei dovuto visitarlo.

Festival del RisottoIl festival non può che svolgersi in una delle zone che ci regala fantastici risi italiani, quella tra le province di Biella e Vercelli. Nato da un’idea di Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva Mela Verde, il Festival, giunto alla 5° edizione, si svolge dal 17 aprile al 2 giugno e produce e serve decine di tipi di risotti, realizzati da chef della zona. Continua a leggere

Quando fuori fa freddo: il risotto con la salsiccia

Le ultime settimane a Milano sono state veramente fredde, nebbiose e veramente umide. Un clima di questo tipo mi fa sempre venire voglia di cucinare cibo che consola e riscalda.

risotto monzese in cotturaIl risotto con la salsiccia (o alla monzese) appartiene sicuramente a questa categoria di piatti. Non saprei proprio dire quale sia la vera ricetta della tradizione del risotto alla monzese. Io ne ho sperimentate varie versioni e alla fine lo faccio così (per 4 persone): Continua a leggere