Le tagliatelle rosse con le alici fresche

Estate tempo di piatti freschi, di pomodori e pesce azzurro. Ecco già fatta la ricetta. 😀

Ingredienti per 4/6 persone (a seconda di quanta fame avete)

Ingredienti tagliatelle rosseTagliatelle:

Il condimento:

  • 150 gr di filetti di alici fresche
  • qualche pomodorino giallo / rosso / verde
  • qualche foglia di basilico
  • una manciata di pinoli
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • la scorza di mezzo limone grattuggiato
  • sale e olio evo qb.

Le tagliatelle al pomodoro

  1. Sciogliere il concentrato in mezzo bicchiere di acqua tiepida
  2. Impastare gli ingredienti per almeno una decina di minuti fino a ottenere una palla omogenea ed elastica. Come sempre con la pasta all’uovo le dosi della farina sono indicative e va regolata a seconda “di come viene”. Uova e liquido, umidità, nonché la farina stessa influiscono sulla consistenza.
  3. Lasciare riposare per almeno un paio d’ore in frigorifero avvolta nella pellicola.
  4. Stendere la pasta non troppo fine (sulla mia macchina a mano ho utilizzato il livello 4 di 6) e a seguire tagliare le tagliatelle.

Palla di pasta al pomodoroIl condimento di alici

  1. Prendere un’alice a persona e abbrustolirla sul lato della pelle con un filo d’olio in una padella antiaderente.
  2. Ridurre le restanti alici in pezzetti e cuocerle velocemente in padella antiaderente grande che possa poi accogliere le tagliatelle, sfumando con un goccio di vino bianco.
  3. Spegnere il fuoco e aggiungere i pomodorini tagliati a in 2 o in 4 a seconda delle dimensioni e aggiustare di sale.
  4. Tostare i pinoli in una padella antiaderente a fuoco basso.

La cottura e la finitura

  1. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata con un filo di olio per evitare che le tagliatelle si attacchino.
  2. Nel mentre prendere un mestolo di acqua, aggiungerlo al condimento e finire la cottura appassendo leggermente i pomodorini.
  3. Scolare la pasta quando è cotta. =P
    Con la pasta fatta in casa i tempi di cottura sono rapidi e l’unico consiglio è assaggiarla e scolarla leggermente in anticipo.
  4. Spadellarla nel condimento aggiungendo i pinoli all’ultimo.
  5. Impiattare aggiungendo l’alice, una foglia di basilico e il limone grattugiato (anche se io preferisco la buccia tritata molto fine con la mezzaluna).

case bianche Enza la FauciL’Abbinamento

Piatto di mare che mi ha portato istantaneamente in Sicilia con una bottiglia di Case Bianche della tenuta messinese Enza la Fauci. Uno Zibibbo 100% che ai profumi di agrumi, albicocca, rosa unisce un sapore deciso, secco e minerale. Un finale persistente che ribadisce la sua sapidità con una freschezza/acidità meno presente, rendendolo il compagno perfetto di pesce e crostacei anche in piatti ricchi di pomodoro.

tagliatelle rosse con alici 2

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La vellutata di avocado (con speck e piadina)

Volevo fare un chutney di mango, ma quando sono arrivato al frigorifero… il vuoto il nulla il deserto. Non c’era traccia del frutto esotico che sempre (o quasi) è pronto a disposizione. In cambio due avocado strillavano “scegli noi che siamo belli maturi e pronti a qualsiasi cosa”. Non potevo ignorare il loro appello e così in pochi minuti è nata una ricetta che partendo dai classici abbinamenti del guacamole come lime e coriandolo, si è trasformata in una fresca vellutata.

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 avocado maturi
  • ca. 250 cl di brodo vegetale
  • 1 lime
  • 4 fette di speck
  • 1 piadina
  • semi di coriandolo
  • sale e pepe nero q.b.

Si mette a scaldare il brodo e nel mentre si pulisce e taglia a pezzi piccoli l’avocado. Appena fatto si mettono nel brodo. Si aggiunge il succo del lime, una generosa macinata di pepe nero e di coriandolo, si regola di sale.

Appena il brodo raggiunge il bollore si spegne il fuoco e si frulla l’avocado. A seconda dei gusti,  aggiungere altro brodo mentre si frulla per ottenere una vellutata più o meno densa.

Mentre la vellutata si intiepidisce si mette lo speck su una piastra ben calda e lo si “arrostisce” come se fosse bacon. Si taglia la piadina a spicchi e la si passa per un minuto nella piastra calda dopo lo speck, in modo che ne assorba il condimento.

Una volta tiepida (da provare anche fredda di frigorifero), impiattare la vellutata con speck e piadina.  Un consiglio lo speck va spezzettato e utilizzato come se fossero dei crostini.

L’abbinamento

dosaggio-zero-riservaUn piatto delicato e molto fresco con punte di limone che ne rende difficile l’accompagnamento. Ho provato (e direi con buoni risultati) un Dosaggio Zero Riserva Talento  Letrari , un Trento DOC che con la sua persistenza e intensità ben contrasta la tendenza acida e fresca del piatto. I classici sentori di crosta di pane e la mela al palato ben si sposano a mio avviso con il sapore del piatto, ricreando peraltro un connubio territoriale con lo speck.

Vellutata di Avocado

La vellutata patate, porri e melagrana

La melagrana è di casa nella mia dispensa (vedi Risotto alla melagrana e Torta salata con salmone e melagrana) e spesso cerco di trovare nuovi modi per inserirla in ricette che ne esaltino il gusto. Così è nata questa vellutata semplice che richiama la classica zuppa di cipolle alla francese per la finitura con il formaggio.

Ingredienti per 4 persone:

.

  • 1 porro grande (o due piccoli)
  • 400 gr. di patate
  • 1 lt ca. di brodo vegetale
  • 1 melagrana
  • 125 gr di  scamorza affumicata
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale e pepe qb.

porroInnanzitutto ho messo a scaldare il brodo in una pentola a fuoco basso. Poi ho preso, lavato e spelato il porro. Ne ho tagliato finemente la parte bianca e la ho messa a soffriggere in un tegame di coccio con un paio di cucchiai di olio. Nel mentre ho pelato le patate e tagliate a pezzi piuttosto piccoli (la grandezza è inversamente proporzionale al tempo di cottura). Quando il porro è diventato trasparente ho aggiunto le patate con un pizzico di sale e fatto insaporire per tre / quattro minuti. A questo punto aggiunto il brodo caldo a copertura delle patate, coperto e abbassato la fiamma al minimo.

Nei circa trenta minuti di cottura (a voi valutare quando le patate si sfaldano) mi sono occupato della melagrana e del formaggio.

Ho sgranato la melagrana e ne ho messo da parte un paio di cucchiai. Il resto l’ho frullato e filtrato con un colino molto fine per ottenerne il succo.
Ho diviso in due la scamorza: metà tagliata a cubetti e metà grattugiata grossolanamente.
E’ tempo di accendere il forno ventilato con grill a 180 °C.

A cottura ultimata delle patate, le ho ridotte in crema con un frullatore a immersione. A seguire ho incorporato il succo di melagrana. Ho trasferito la vellutata nelle cocotte di servizio, affondato i cubetti di scamorza e coperto con una generosa dose di quella grattugiata.

Vellutata di patate, porro e malagranaInfornato per circa 5 minuti e poi passato al solo grill alzando la temperatura a 220 °C, fintanto che non si è formata la crosticina.

Sfornato, lasciato intiepidire leggermente e aggiunto i grani. Fine. Più lunga da scrivere che farla.

L’abbinamento
pinotage
Il piatto risulta delicato ed equilibrato tra la dolcezza di patate e porro unita alla nota affumicata della scamorza e all’acidità della melagrana. Per questo ho provato un vino rosso altrettanto equilibrato, ma senza grandi punte di persistenza o intensità. Il Pinotage sud africano, arrivato in casa come tema di studio per il diploma di sommelier, è un vitigno risultato di un incrocio tra Pinot Nero e Cinsault (chiamato anche Hermitage). Nel dettaglio la versione bevuta è South Africa Pinotage – Cape Dreams. Di colore rosso rubino carico fa percepire al naso frutti rossi e una nota caratteristica di pepe nero. La sua freschezza e il poco tannino sotto controllo chiudono un assaggio equilibrato che ben si è abbinato alla vellutata.

Zuppa ai profumi d’oriente (con le polpette)

La mia passione per la cucina orientale non è un segreto (vedi quiqui e qui). Per questo guardando di qui e guardando di lì ho messo insieme questa ricetta che ricorda i profumi e i sapori delle zuppe orientali assaggiate in Vietnam e li unisce a delle sempre amate polpettine.

Ingredienti per 4 persone:
Per il brodo:
– brodo vegetale 1,5 l circa
– un peperoncino
– uno spicchio d’aglio
– zenzero fresco 20 gr
– 2 scalogni
– due cucchiai di olio di sesamo
– due cucchiai di salsa di soia
– udon o rice noodles 200 gr.
polpettePer le polpette:
– fette di pancarré o pane raffermo ai 5 cereali 100 gr.
– latte 100 gr ca.
– macinato di vitello 250 gr.
– macinato di maiale 250 gr.
– grana padano 100 gr.
– 1 uovo
– coriandolo fresco qualche foglia
– sale qb.

Ho iniziato preparando il brodo vegetale (se lo avete già a disposizione saltate al passaggio della composizione delle polpette). Per ca. 2 litri d’acqua ho usato un paio di carote, una cipolla, due spicchi d’aglio, una patata, un finocchio, 4 coste di sedano, un pomodoro, un mazzetto di prezzemolo e uno di timo fresco, due foglie di alloro, una radice di zenzero fresco, una presa di sale grosso e qualche grano di pepe. Procedura semplice: si puliscono le verdure e le si taglia in pezzi (esclusa patata, finocchio e pomodoro che ho lasciato interi), le si fa rosolare in una pentola qualche minuto poi si aggiungono le erbe e le spezie e dopo poco l’acqua. Ho fatto bollire dolcemente il tutto per un paio d’ore, fintanto che il liquido si è ridotto di circa un terzo.

Nel frattempo mi sono occupato delle polpette. Ho messo a bagno il pane con il latte per una decina di minuti per poi strizzarlo e tagliarlo a pezzi più piccoli possibile. Ho quindi unito la carne, il grana grattugiato, l’uovo, il coriandolo tagliato fine e un pizzico di sale. Impastato ben bene il tutto e messo in frigorifero per una mezz’ora. A quel punto ho formato le polpette (a voi decidere quanto grandi le volete, ma non esagerate soprattutto se volete servire la zuppa in tazza come ho fatto io) e rimesso in frigo fino al momento di cuocerle nel brodo.

Trito per zuppa orientalePer realizzare il brodo al sapore orientale ho iniziato tritando molto finemente peperoncino, aglio, zenzero e scalogni. Con questi ho fatto un soffritto con l’olio di sesamo a fuoco molto dolce. Una volta appassiti ho sfumato con la salsa di soia (alzando il fuoco in quel momento). Ho aggiunto il brodo, portato a bollore e fatto cuocere a fiamma bassa per una decina di minuti. Ho regolato di sale e per finire ho immerso le polpette nel brodo bollente.

Dopo un paio di minuti di cottura ho aggiunto i noodles. Cinque minuti mescolando il tutto e il piatto è pronto da servire. Come dicevo io ho servito in tazza, che sa più di oriente del piatto fondo 😉
Zuppa orientale con polpette

I Cappellacci di zucca con il caffè dentro

Da cliente Nespresso affezionato e di lunga data e da appassionato di cucina quale sono non potevo non “sfruttare” queste due passioni e partecipare al contest89_537365_1_banner_rds_nespresso_1 RDS – Nespresso. Ovviamente il tema era il caffè, solitamente utilizzato in polvere come spezia. Ho invece voluto provare a usarlo “liquido” all’interno di un ripieno e sono stato premiato dalla giuria con una cena per due al Combal.Zero dello chef Scabin (poi vi racconterò come è andata…).

Ingredienti per quattro persone:
Per la pasta:
– Farina 00 200 gr
– Semola di grano duro 75 gr
– Albume d’uovo 50 gr (un uovo grande o due piccoli)
– Rosso d’uovo 1
– Olio evo 25 gr
– Sale 10 gr
– Acqua un goccio
– Sale e pepe qb

Per il ripieno:
– Zucca (150 gr)
– Ricotta di capra (75 gr)
– Nespresso Indriya from India (una tazzina)
– Sale (qb)

Per l’impiattamento:
– Pecorino romano grattugiato (una manciata)
– Noce moscata (una spolverata)
– Olio evo (due cucchiai)

Ho preparato la pasta con l’aiuto della planetaria inserendo tutti gli ingredienti (ad eccezione del rosso d’uovo che verrà usato solo per sigillare cappellacci) e finendo l’impasto a mano fino a ottenere una palla elastica ben amalgamata che ho messo a riposare in frigorifero per un paio di ore.

nespresso-indriyaNel frattempo ho preparato il ripieno. Acceso il forno statico a 200°, ho tagliato eliminato i semi dalla zucca e l’ho tagliata in pezzi (più piccoli sono e più velocemente cuoce). Ho
infornato la zucca poggiata su carta forno in una teglia coprendola con un foglio di carta alluminio per evitare bruciature. Ho lasciato cuocere per circa 40/50 minuti, fintanto che la zucca era ben cotta. Ho eliminato la buccia e lasciato raffreddare. Una volta a temperatura ambiente ho schiacciato la polpa con una forchetta creando una purea alla quale ho aggiunto la ricotta setacciata e una tazzina di Nespresso Indriya (ideale per la sua speziatura come abbinamento alla zucca).

A questo punto ho tirato la pasta con la mitica nonna papera a circa un mm di spessore e formato i cappellacci con un coppapasta. Ho messo il ripieno leggermente decentrato su un disco di pasta, pennellato i bordi con il rosso d’uovo e chiuso con un’altro disco, arricciando i bordi  stessi verso l’alto per somigliare a dei cappelli (in alternativa è possibile schiacciarli con una forchetta).

tortelli-di-zucca-con-il-caffe-dentroLi ho cotti in acqua bollente salata con un cucchiaio d’olio (per evitare che i cappellacci si attaccassero tra loro) per circa tre minuti. Consiglio comunque di fare la prova con un cappellaccio in un pentolino per essere certi che non si rompano e definire i minuti ideali rispetto allo spessore della pasta che avrete preparato. Li ho “pescati” con un colino per non danneggiarli con lo scolapasta.

Ho impiattato mettendo 3-4 cappellacci su un piatto scuro per mettere in evidenza il colore, aggiunto un filo di olio evo, una manciata di pecorino romano grattugiato e una spolverata di noce moscata.

Di sicuro il risultato è particolare e sorprendente: acido, speziato e dolce per un piatto da grandi occasioni.
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Spaghetti di farro alle vongole e fiori di zucca

Il calendario segna metà di settembre, ma la temperatura di Milano è ancora quella che fa venir voglia di mare. Se a questo si aggiunge l’occasione per provare una pasta “nuova” (di farro), la ricetta è belle che fatta.

Ingredienti per 4 persone (o tre con molta fame).
– 1 kq di vongole piccole, meglio ancora se lupini
– una dozzina di fiori di zucca con relativa zucchina
– 400 gr di pasta di farro
– una noce di burro
– qualche foglia di prezzemolo
– un cucchiaio d’olio
– sale qb.
– mezzo bicchiere di vino bianco secco

vongolePrima di tutto ricordiamoci di far spurgare le vongole. Io le metto in un catino semisferico con una piccola ciotola rivolta verso il basso, aggiungo acqua fredda e una manciata di sale fino. Lascio a mollo per un’oretta, cambio l’acqua estraendo con cura le vongole dal catino e dopo un’altra ora circa le faccio ulteriormente passare sotto l’acqua corrente per circa 5 minuti.

Completata l’operazione si passa all’apertura. Seguendo il consiglio di Barbara “del pescivendolo” metto nella padella oltre allo spicchio d’aglio sbucciato una noce di burro e poi aggiungo di mio qualche foglia di prezzemolo. Pentola coperta a fuoco basso e non resta che aspettare l’apertura. Durante la sgusciatura ne tengo da parte circa un terzo -quelle più belle- da mettere con il guscio nel piatto. Importantissimo: una volta finito di recuperare il liquido delle vongole eliminando aglio/prezzemolo e passandolo con un colino a maglie strette, possibilmente rivestito con un fazzoletto di lino.

fiori-di-zuccaPassiamo alla preparazione dei fiori di zucca, pulendoli ed eliminando i pistilli centrali, per poi ricavare delle striscioline di uno/due centimetri. A seguire si puliscono sei delle zucchine private dai fiori e le si taglia a rondelle piuttosto fini.

Nel frattempo è bene ricordarsi di mettere su l’acqua per la pasta. Intanto che arriva a bollore si fanno saltare le zucchine con un filo d’olio in un’ampia padella adatta a far saltare la pasta (io uso una specie di wok con manico lungo). Appena  prendono colore sui lati si sfuma con un bicchierino di vino bianco secco.

La pasta va scolata almeno un minuto prima della cottura ottimale in modo da poterla passare in padella con il condimento senza che perda la cottura. Come anticipato era  la prima volta che utilizzavo spaghetti di farro e devo dire che si sono dimostrati buoni compagni del condimento, con un buon grado di consistenza al palato.

soaghetti-farro-vongole-e-fiori-di-zuccaTorniamo alla ricetta: a un minuto dalla scolatura della pasta si aggiungono in padella le vongole sgusciate e il liquido filtrato a scaldare. Si aggiunge la pasta, due salti, le vongole con il guscio, due salti, i fiori di zucca, altri due salti e ci siamo.

PS i due salti non sono letterali…..

Vellutata di patate con melanzane rosse

Lieto il giorno in cui al mercato (o supermercato) ti trovi davanti una verdura sconosciuta o quasi. Personalmente non perdo l’occasione e la infilo nel carrello, qualcosa di buono ne verrà fuori.  Nel caso specifico si tratta di melanzane rosse. Per dimensione e apparenza sembrano dei pomodori striati, ma all’interno conservano polpa e semi di una melanzana dolce. Arrivati a casa è nata questa ricetta.

Ingredienti vellutata di patate con melanzane rosseIngredienti per 3 persone in ordine di apparizione:
– 500 gr. di melanzane rosse
– due rametti di maggiorana e di timo
– due spicchi d’aglio
– due cucchiai di olio evo
– sale qb
– una cipolla rossa
– 600 gr di patate
– 600 ml di brodo vegetale ca.
– 100 ml di latte di cocco
– due cucchiaini di curry piccante
– qualche scaglia di pecorino

Ho iniziato accendendo il forno statico a 180 gradi. Ho proseguito pulendo le melanzane e tagliandole a cubetti di circa mezzo centimetro di lato cercando di mantenere un taglio uniforme per tutte. Le ho messe in una teglia insieme ai rametti di maggiorana e timo, i due spicchi d’aglio, condendoli con due cucchiai di olio e una presa di sale. Infornato per 45 minuti  mescolando a metà cottura e tenendo d’occhio quando sono risultate ben cotte, per poi passare un 5/10 minuti in modalità grill in modo da aumentare la croccantezza.

Melanzane rosse al fornoNel mentre sono passato alla vellutata. Tagliata finemente la cipolla, l’ho stufata con un goccio di acqua in un tegame di coccio. Pelato e tagliato a cubotti le patate (più’ piccole sono, meno ci mettono a cuocere) le ho messe a bagno qualche minuto per diminuire l’amido. Una volta asciugata l’acqua delle cipolle ho aggiunto le patate e fatto insaporire per un paio di minuti. A questo punto ho coperto con il brodo e fatto bollire a fuoco basso con coperchio per circa 25 minuti (fino a quando le patate sono diventate belle morbide).
Ho passato il tutto in uno schiacciapatate (come se dovessi fare un purè). Questo per evitare la viscosità che si verrebbe a creare quando si frullano le patate da sole con minipimer o altro). Tornato nel tegame ho aggiunto il latte di cocco e il curry amalgamando il tutto e regolando di sale. A questo punto a voi decidere a seconda della resa delle patate se aggiungere anche un poco di brodo in modo che la vellutata risulti meno densa.

Vellutata di patate con melanzane rosseNon resta che impiattare mettendo la vellutata con sopra le melanzane e qualche scaglia di pecorino. Buon appetito.

Vellutata di pomodori e yogurt greco

Estate tempo di piatti “freschi”. Con questo in mente (anche se la ricetta prevede di arrostire i pomodori in forno…) è nata questa ricetta, versione leggermente modificata di quella presente nella Bibbia di Barbara Toselli: “Che zuppa!”.
Ingredienti per tre persone:
– 1,300 kg di pomodori piccadilly ben maturi
– 1 cipolla rossa
– 1 testa d’aglio
– qualche rametto di timo fresco
– 15 foglie di basilico ca.
– qualche rametto di maggiorana fresca
– qualche foglia di coriandolo fresco
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– olio e.v.o.
– pepe e sale qb
– 4 fette di pane ai 4 cereali con semi di lino e girasole
– una confezione di yogurt greco

Innanzitutto ho acceso il forno statico a 190° in modo che fosse pronto una volta preparati i pomodori.
IMG_7778In una pentola di vetro dai bordi alti (se non fosse in vetro consiglio di coprirla con carta forno) ho messo i pomodori lavati, asciugati e tagliati in due. A questi ho aggiunto la cipolla rossa anche quella tagliata grossolanamente, i rametti di timo e maggiorana, le foglie di basilico (tenendone alcune per l’impiattamento) e quelle di coriandolo.

Ho condito il tutto con 3 cucchiai di olio e.v.o., una generosa presa di sale, un po’ di pepe macinato al momento e i due cucchiai scarsi di zucchero di canna, mescolando bene. Ho diviso a metà la testa d’aglio orizzontalmente e inserito nel tegame con il taglio verso l’alto.
IMG_7780Ho messo in forno per circa 50 minuti, fintanto che i pomodori hanno iniziato a caramellare. Una volta tolti dal forno ho eliminato i rametti di maggiorana e timo insieme alle teste d’aglio (ho lasciato solo un quantitativo pari a un paio di spicchi d’aglio).

Frullato il tutto ben bene e poi passato al colino cinese per eliminare semi ed eventuali resti di buccia di pomodoro, mantenendo tutto il resto.

Ho lasciato raffreddare e al momento dell’impiattamento ho aggiunto e sciolto una generosa cucchiaiata di yogurt greco. Nel piatto ho poi messo sopra la vellutata una foglia di basilico, una macinata di pepe creolo (quello misto di vari colori), una quenelle di yogurt greco e una fetta di pane tostato croccante divisa in due.

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Se la vellutata fosse mango e zenzero?

È possibile mettere insieme una classica e <confortevole> vellutata con ingredienti poco tradizionali, anzi esotici? La risposta in questa ricetta inventata con quello che ho trovato nel frigorifero….
Un piatto semplice, ma bello e buono, che abbina sapori dolci a piccanti tipici di un piatto asiatico e che ci porterà via meno di un’ora per la sua preparazione.

Vellutata di mango e zenzeroPartiamo dagli ingredienti per 4 persone:
– 350 gr. di patate
– 350 gr. di mango (uno bello grosso e non troppo maturo)
– 350 gr. di pere abate (anche queste belle sode)
– 40 gr. di zenzero fresco
– 1 porro
– 1 peperoncino fresco
– 500 cl di brodo vegetale
– 1 cucchiaio di cumino
– 100 gr. di nocciole non tostate (si può fare anche con quelle tostate vedi sotto)
– 3 cucchiai di olio evo
– sale qb

Vellutata mango e zenzero in bollituraPer prima cosa ho pelato e tagliato a cubetti piuttosto piccoli le patate, le pere e il mango e messo da parte. A seguire ho preparato gli ingredienti per il soffritto, ovvero pelato, lavato e tagliato molto fine la parte bianca del porro e tagliato a cubetti piccolissimi zenzero e peperoncino (ovviamente privando lo zenzero della buccia). Ho preparato il soffritto di porro, zenzero e peperoncino in una pentola (adatta a cuocere la zuppa) con due cucchiai di olio a fuoco molto basso finché il porro non è diventato trasparente.

A questo punto ho aggiunto pere, patate e mango e mescolato più volte per fare insaporire. Passato qualche minuto ho aggiunto il brodo, portato a bollore coperchiando la pentola in modo che restasse un minimo di sfogo per il vapore. Timer 30 minuti.

Sono passato alla parte croccante della guarnizione. Ho tostato i semi di cumino in una padella antiaderente per pochi minuti a fuoco basso fintanto che non si sono scuriti e Cumino per vellutata mango e zenzerohanno cominciato a rilasciare il loro caratteristico profumo. Nel mentre ho acceso
il forno a 170 gradi con all’interno una teglia con carta forno. Ho fatto raffreddare i semi e poi  li ho pestati nel mortaio fino a ricavarne una polvere. Ho mescolato in una ciotola le nocciole, il cumino, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale. Ho quindi estratto la leccarda del forno riscaldata e l’ho riempita con il composto di nocciole belle separate e informato per 15 minuti abbassando la temperatura a 90 gradi e rigirandole spesso per una tostatura uniforme.
=> scorciatoia: se avete nocciole già tostate potete semplicemente mescolarle con la polvere di cumino polverizzato, il sale e un filo d’olio evitando il passaggio in forno.

Nocciole vellutata di mango e zenzeroTerminata la cottura della zuppa, ho frullato con un frullatore a immersione per creare la vellutata, lasciandola bella cremosa. Ho regolato di sale (a piacere e in base a quanto sono saporite le verdure e il brodo), ma ricordate che ne abbiamo già messo sulle nocciole. Ho impiattato appena le nocciole si sono intiepidite, spolverando il tutto con un pizzico di cumino in polvere e servito.

Risotto separato dallo zafferano

Quando mi è arrivata a casa la selezione di zafferano 3 Cuochi, ho pensato a lungo a quale ricetta preparare per partecipare al concorso per le ricette da includere nel nuovo ricettario Tutti cuochi con 3 Cuochi.

Inizialmente ero orientata su una delicata acqua allo zafferano per servire un pesce bianco, poi ho pensato a una vellutata, ho persino valutato l’idea di un dolce. Poi, tanto per non smentire la mia fissa per il risotto, ho deciso di fare un risotto. E per restare sul semplice, ho scelto proprio un risotto allo zafferano, ma separando il risotto dallo zafferano.

IMG_7159Niente di complicato, solo un modo diverso per servire un piatto tradizionale e renderlo una novità anche per il ragazzo di casa.

Andiamo con ingredienti e preparazione.

Per il risotto (3 persone)

  • 300 grammi di riso carnaroli
  • 1 Cipolla media
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 50 grammi di burro buono
  • 30 grammi di grana padano stagionato
  • 1 litro di brodo vegetale
  • mezzo bicchiere di buon vino bianco secco (ho usato un Friulano)
  • sale e pepe

Per la salsa allo zafferano

  • 150 ml di panna
  • 1 bustina di zafferano 3 Cuochi
  • 20 grammi di grana padano stagionato
  • 2-3 cucchiai di brodo
  • pepe

Affettate la cipolla finemente e mettetela a imbiondire con il burro e l’olio dolcemente. Quando la cipolla sarà praticamente trasparente, alzate la fiamma portandola a fuoco medio e versate il riso perché tosti (circa 3-4 minuti). Alzate ancora un po’ la fiamma, versate il vino bianco e sfumate fino a farlo evaporare totalmente. Iniziate a versare il brodo vegetale che avrete preparato in precedenza. Il brodo deve essere caldo per non interrompere la cottura del riso. Versatene un paio di mestoli alla volta e fate cuocere a fuoco medio mescolando ogni tanto. Man mano che il brodo si asciuga, aggiungetene ancora fino a terminare la cottura del riso (circa 15-17 minuti in base al tipo di riso). Regolate di sale e di pepe. Spegnete il fuoco, aggiungete il grana padano e mantecate con un cucchiaio di legno (io ho inaugurato il mio bellissimo cucchiaio in legno di ulivo che uso solo per il risotto).

IMG_7161Durante la cottura del risotto, iniziate a preparare la salsa allo zafferano. In un pentolino piccolo versate circa 150 ml di panna e scaldatela a fuoco lento. Aggiungete quindi il grana padano e qualche cucchiaio di brodo perché il composto non sia troppo solido (non deve però essere nemmeno troppo liquido). Aggiungete poco sale e pepe a piacere. Spegnete il fuoco e aggiungete una bustina di zafferano 3 Cuochi mescolando molto bene.

A questo punto non resta che impiattare come preferite. Io ho preso un coppa pasta tondo da circa 10 cm di diametro e l’ho riempito di riso creando una torretta ben compatta. Ho versato sopra un cucchiaio abbondante di salsa allo zafferano e fatto una decoro nel piatto con la stessa salsa.

IMG_7167smArrivato a tavola, i commensali hanno preferito mischiare gli ingredienti: risotto e zafferano sono tornati insieme.