Vellutata di patate con melanzane rosse

Lieto il giorno in cui al mercato (o supermercato) ti trovi davanti una verdura sconosciuta o quasi. Personalmente non perdo l’occasione e la infilo nel carrello, qualcosa di buono ne verrà fuori.  Nel caso specifico si tratta di melanzane rosse. Per dimensione e apparenza sembrano dei pomodori striati, ma all’interno conservano polpa e semi di una melanzana dolce. Arrivati a casa è nata questa ricetta.

Ingredienti vellutata di patate con melanzane rosseIngredienti per 3 persone in ordine di apparizione:
– 500 gr. di melanzane rosse
– due rametti di maggiorana e di timo
– due spicchi d’aglio
– due cucchiai di olio evo
– sale qb
– una cipolla rossa
– 600 gr di patate
– 600 ml di brodo vegetale ca.
– 100 ml di latte di cocco
– due cucchiaini di curry piccante
– qualche scaglia di pecorino

Ho iniziato accendendo il forno statico a 180 gradi. Ho proseguito pulendo le melanzane e tagliandole a cubetti di circa mezzo centimetro di lato cercando di mantenere un taglio uniforme per tutte. Le ho messe in una teglia insieme ai rametti di maggiorana e timo, i due spicchi d’aglio, condendoli con due cucchiai di olio e una presa di sale. Infornato per 45 minuti  mescolando a metà cottura e tenendo d’occhio quando sono risultate ben cotte, per poi passare un 5/10 minuti in modalità grill in modo da aumentare la croccantezza.

Melanzane rosse al fornoNel mentre sono passato alla vellutata. Tagliata finemente la cipolla, l’ho stufata con un goccio di acqua in un tegame di coccio. Pelato e tagliato a cubotti le patate (più’ piccole sono, meno ci mettono a cuocere) le ho messe a bagno qualche minuto per diminuire l’amido. Una volta asciugata l’acqua delle cipolle ho aggiunto le patate e fatto insaporire per un paio di minuti. A questo punto ho coperto con il brodo e fatto bollire a fuoco basso con coperchio per circa 25 minuti (fino a quando le patate sono diventate belle morbide).
Ho passato il tutto in uno schiacciapatate (come se dovessi fare un purè). Questo per evitare la viscosità che si verrebbe a creare quando si frullano le patate da sole con minipimer o altro). Tornato nel tegame ho aggiunto il latte di cocco e il curry amalgamando il tutto e regolando di sale. A questo punto a voi decidere a seconda della resa delle patate se aggiungere anche un poco di brodo in modo che la vellutata risulti meno densa.

Vellutata di patate con melanzane rosseNon resta che impiattare mettendo la vellutata con sopra le melanzane e qualche scaglia di pecorino. Buon appetito.

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Risotto separato dallo zafferano

Quando mi è arrivata a casa la selezione di zafferano 3 Cuochi, ho pensato a lungo a quale ricetta preparare per partecipare al concorso per le ricette da includere nel nuovo ricettario Tutti cuochi con 3 Cuochi.

Inizialmente ero orientata su una delicata acqua allo zafferano per servire un pesce bianco, poi ho pensato a una vellutata, ho persino valutato l’idea di un dolce. Poi, tanto per non smentire la mia fissa per il risotto, ho deciso di fare un risotto. E per restare sul semplice, ho scelto proprio un risotto allo zafferano, ma separando il risotto dallo zafferano.

IMG_7159Niente di complicato, solo un modo diverso per servire un piatto tradizionale e renderlo una novità anche per il ragazzo di casa.

Andiamo con ingredienti e preparazione.

Per il risotto (3 persone)

  • 300 grammi di riso carnaroli
  • 1 Cipolla media
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 50 grammi di burro buono
  • 30 grammi di grana padano stagionato
  • 1 litro di brodo vegetale
  • mezzo bicchiere di buon vino bianco secco (ho usato un Friulano)
  • sale e pepe

Per la salsa allo zafferano

  • 150 ml di panna
  • 1 bustina di zafferano 3 Cuochi
  • 20 grammi di grana padano stagionato
  • 2-3 cucchiai di brodo
  • pepe

Affettate la cipolla finemente e mettetela a imbiondire con il burro e l’olio dolcemente. Quando la cipolla sarà praticamente trasparente, alzate la fiamma portandola a fuoco medio e versate il riso perché tosti (circa 3-4 minuti). Alzate ancora un po’ la fiamma, versate il vino bianco e sfumate fino a farlo evaporare totalmente. Iniziate a versare il brodo vegetale che avrete preparato in precedenza. Il brodo deve essere caldo per non interrompere la cottura del riso. Versatene un paio di mestoli alla volta e fate cuocere a fuoco medio mescolando ogni tanto. Man mano che il brodo si asciuga, aggiungetene ancora fino a terminare la cottura del riso (circa 15-17 minuti in base al tipo di riso). Regolate di sale e di pepe. Spegnete il fuoco, aggiungete il grana padano e mantecate con un cucchiaio di legno (io ho inaugurato il mio bellissimo cucchiaio in legno di ulivo che uso solo per il risotto).

IMG_7161Durante la cottura del risotto, iniziate a preparare la salsa allo zafferano. In un pentolino piccolo versate circa 150 ml di panna e scaldatela a fuoco lento. Aggiungete quindi il grana padano e qualche cucchiaio di brodo perché il composto non sia troppo solido (non deve però essere nemmeno troppo liquido). Aggiungete poco sale e pepe a piacere. Spegnete il fuoco e aggiungete una bustina di zafferano 3 Cuochi mescolando molto bene.

A questo punto non resta che impiattare come preferite. Io ho preso un coppa pasta tondo da circa 10 cm di diametro e l’ho riempito di riso creando una torretta ben compatta. Ho versato sopra un cucchiaio abbondante di salsa allo zafferano e fatto una decoro nel piatto con la stessa salsa.

IMG_7167smArrivato a tavola, i commensali hanno preferito mischiare gli ingredienti: risotto e zafferano sono tornati insieme.

Prima che sia troppo tardi: lasagne con melanzane e mozzarella di bufala

Questa ricetta l’ho fatta e fotografata ormai tanti mesi fa. Siamo quindi ormai abbastanza fuori stagione, ma il risultato è stato così buono che ho deciso di scriverla lo stesso e pubblicarla, tornerà buona tra un po’ di mesi.

Teglia di lasagne - melanzaneEra la fine di luglio e mi trovavo in Liguria. In un mese in cui il tempo aveva spesso fatto le bizze, andare al mercato e poi mettersi in cucina era uno dei pochi passatempo sopportabili insieme alle tante ore di lettura. La soddisfazione in cucina era accresciuta da una cucina decisamente ampia con un lavandino in marmo che amavo pazzamente.

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Strascinati, ricotta e…

Nei 2 giorni al mese che sono in “smart working“, ossia lavoro da casa, tocca pensare anche al pranzo del pargolo, che arriva da scuola alle 14.00 ed è affamato come non mai. Serve qualcosa di rapido e molto gustoso. Detto fatto ecco la ricetta per una pasta creativa, saporita e che fa anche da piatto unico.

Pasta ricotta e uova di lompo Continua a leggere

Gnocchi alle patate violette

Qualche settimana fa, ho trovato all’Esselunga delle patate violette. Avevo già provato le patate viola fritte, fatte a chips. Sicuramente buonissime.

Gnocchi in preparazioneDa buona amante degli gnocchi, ho provato l’esperimento di vedere come rendono queste buonissime patate in modalità gnocco.

Non sapendo che grado di umidità e farinosità avessero una volta bollite, mi sono data il limite di non superare il 25-30% di peso di farina, rispetto al peso delle patate a crudo. Se terminata la farina la consistenza non mi avesse convinto, avrei buttato tutto. Mi è andata bene, con l’aiuto di un tuorlo d’uovo.

Ingredienti

  • 600 grammi di patate viola
  • 150-180 grammi di farina
  • 1 rosso d’uovo
  • sale

Gnocchi impiattati

La procedura per fare gli gnocchi è molto semplice. L’avevo già scritta qui. Importantissimo schiacciare le patate e fare in modo che rilascino un po’ di umidità ben stese sul tavolo. Quando vi sembrano meno “bagnate” si parte con la farina, il rosso d’uovo e il sale.

Condimento iper semplice, ma sempre gradito: burro e salvia e una generosissima spolverata di noce moscata. Tempo di realizzazione minuti 50, dalla pentola al piatto. Giuro.

Gnocchi arrosto, fonduta di grana, mostarda e polvere di cacao

Me li hanno insegnati ieri, e oggi li ho proposti a tutta la famiglia, ma andiamo con ordine. Ieri ho partecipato a un workshop all’interno di Cibo a regola d’Arte* manifestazione milanese dedicata alla cultura del cibo. A guidare la lezione lo chef Michelangelo Citino del Ristorante Michelangelo dell’aeroporto di Linate.In postazione

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Lasagnette di pane guttiau con salsiccia e funghi porcini

lasagna finalNonostante le temperature siano ancora piuttosto miti, le mie visite al mercato mostrano che l’autunno è già iniziato. Le bancarelle mostrano i primi agrumi, cachi, cime di rapa, Banacarella di Mauroma soprattutto meravigliosi funghi porcini. Nelle ultime settimane li ho acquistati spesso alla mia bancarella di fiducia e non mi hanno mai delusa. Ho fatto un magnifico risotto, dei semplici maccheroni e una delicata insalata. Domenica scorsa voglia di lasagne però non avevo voglia di fare la sfoglia. Dopo un po’ di pensate e un’occhiata in dispensa ho scoperto di avere del pane guttiau. È  nata così questa particolare lasagnetta fatta di pane guttiau, fratello “condito” del pane carasau.

Ingredienti per 6 persone (sono venuti anche i nonni ad assaggiarla)

  • 250 grammi di pane guttiau
  • 250 grammi circa di brodo (verdura o carne)
  • 500 grammi abbondanti di porcini
  • 500 grammi di salsiccia
  • 150 grammi circa di pecorino grattuggiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio
  • pepe
  • poco prezzemolo

Sono partita con l’operazione più lunga: la pulizia dei funghi. E su questo non si scherza nella mia famiglia, essendo sposata con un Trentino. Il fungo va pulito con pazienza e senz’acqua. Dopo avere eliminato il grosso con un coltellino, mi sono armata di uno spazzolino (va bene anche uno spazzolino da denti morbido) e di scottex. Con cura ho iniziato a eliminare la terra con lo spazzolino, per terminare poi con lo scottex e un fazzoletto di cotone. Il risultato è certo. Nessun ospite si è mai lamentato di terra nei miei funghi. Finita la pulizia, li ho affettati sottilmente. Ho pulito uno spicchio d’aglio e l’ho messo in padella con un goccio d’olio. Appena ha iniziato a sfrigolare ho messo i funghi e li ho saltati circa 2 minuti mescolando delicatamente. Ho aggiunto il sale e coperchiato, facendo cuocere per circa 3 minuti. Ho tolto il coperchio e fatto andare a fiamma viva fino a completa eliminazione dell’acqua (bastano veramente 2 minuti). Ho spento e spolverizzato un po’ di prezzemolo (a piacere) e pepe bianco.

ripienoHo tolto la pelle alla salsiccia e l’ho sbriciolata in padella. L’ho portata praticamente a cottura e spento.

Nel frattempo ho messo a scaldare il brodo senza farlo bollire e scelto un contenitore per la lasagnetta. Inizialmente avevo scelto la classica teglia da lasagne rettangolare, ma poi, visto che il pane guttiau che ho acquistato era a spicchi ho optato per una teglia rotonda che ho leggermente oliato.

lasagnaIn un contenitore tondo ho versato il brodo caldo e poi ho immerso velocemente le sfoglie di guttiau. Bisogna essere rapidi per evitare che il guttiau si impregni troppo. Se la sfoglia si rompe non fa nulla, basta cercare di ricomporla in teglia. Per ogni strato ho sovrapposto circa 3 o 4 sfoglie di guttiau e poi coperto con un po’ di salsiccia, funghi e pecorino abbondante. Sono andata avanti fino a esaurimento ingredienti. Ho coperto l’ultimo strato solo con pecorino, per assicurare la doratura.

Ho preriscaldato il forno a 200 gradi usando la funzione ventilato e grill superiore e infornato per circa 15 minuti. Ho poi acceso solo grill per circa 3-4 minuti (tenevo d’occhio che non bruciasse). Appena il pecorino ha raggiunto una lieve doratura ho spento e servito caldo.

Un’idea nata per caso che però ha dato grandi soddisfazioni.

Gusto e Benessere: perché scegliere?

Ormai un mesetto fa, ho avuto il piacere di essere invitata dalla collega Cristina all’evento Misura, pensato per presentare il nuovo format di comunicazione per il web incentrato sul concept Gusto&Benessere. Lo potete vedere qui.

Il tema Gusto e Benessere ha accompagnato il nutrito gruppo di amiche food blogger per tutta la mattina ed è diventato anche oggetto del “guanto di sfida” lanciato a chiusura della presentazione: capire e raccontare se fossimo più Gusto o più Benessere.

Nel mio caso la risposta parrebbe scontata. Chi mi conosce “live” sa che non sono esattamente un’icona del Benessere. O meglio diciamo che sono una forchetta veloce. Questo non significa che non cerco di fare attenzione alla scelta degli ingredienti almeno per “limitare i danni”. Continua a leggere

Quando fuori fa freddo: il risotto con la salsiccia

Le ultime settimane a Milano sono state veramente fredde, nebbiose e veramente umide. Un clima di questo tipo mi fa sempre venire voglia di cucinare cibo che consola e riscalda.

risotto monzese in cotturaIl risotto con la salsiccia (o alla monzese) appartiene sicuramente a questa categoria di piatti. Non saprei proprio dire quale sia la vera ricetta della tradizione del risotto alla monzese. Io ne ho sperimentate varie versioni e alla fine lo faccio così (per 4 persone): Continua a leggere

Per la vigilia di Natale. Omaggio a Sadler e Ducasse (parte 1)

I piatti che preparo provengono ormai quasi tutti da spunti presi da internet e rielaborati. Che siano piatti della tradizione, regionali oppure grandi classici sono quasi sempre i blog il punto di partenza.
Ci sono delle occasioni speciali in cui però mi piace farmi ispirare dai grandi chef e dai loro libri: ne ho di Enoteca Pinchiorri, Nobu, Cedroni, Cracco, Vissani e Ducasse. Ma lo chef del quale ho sicuramente più libri dai quali attingere è Sadler: ben 3 libri! È lo chef che mi ha sempre ispirata. È stato il primo ristorante Stellato dove ho cenato. È la giusta sintesi della cucina che mi piace.

Gamberi Continua a leggere