Come si dice un grande classico che piace a grandi e piccini. Un po’ lunghetta da preparare ma alla fine regala grandi soddisfazioni. In realtà rispetto alla tradizionale torta della nonna nella mia versione non ho messo la copertura, presentandola come una vera e propria crostata.
Ingredienti per una teglia da 24 cm.
Pasta frolla (fatta secondo una ricetta del Sadler):
- 300 gr. farina bianca 00
- 35 gr. farina di mais
- 200 gr. burro
- 130 gr. zucchero
- una punta di vanillina
- la scorza di ¼ di limone bio e ¼ di un’arancia
- 3,5 grammi di sale
- 3 tuorli di uova grandi (altrimenti 4 piccole)
Crema pasticciera:
- 1/2 l di latte
- 100 g zucchero
- 60 g di farina
- 4 tuorli d’uova
- 1/2 stecca di vaniglia
- 1/2 limone grattugiato
Per guarnire:
- 50 g di pinoli
- un cucchiaio di zucchero a velo o cacao (facoltativi)
Pasta Frolla
- Lasciare il burro a temperatura ambiente
- Tagliare finissima a coltello (oppure grattugiate) la scorza di limone e di arancia .
- Mettere tutti gli ingredienti nella planetaria fino ad ottenere un impasto omogeneo. Finire di lavorare rapidamente con le mani e fare una palla.
- Coprire la pasta con la pellicola, mettere in frigorifero minimo 30 minuti, meglio una/due ore.
- Stendere la pasta molto velocemente in una teglia imburrata e infarinata.
- Mettere in forno a 180° per 20 minuti, coperta con un foglio di alluminio riempito con legumi secchi.
- Togliere legumi e alluminio proseguire la cottura per circa quindici minuti.
Crema Pasticciera
- Scaldare il latte con 50 g di zucchero, il limone grattugiato e la stecca di vaniglia (inclusi i semini estratti aprendola con un coltellino). Appena raggiunta la temperatura di ebollizione spegnere e tenere da parte.
- Con l’aiuto di una frusta o planetaria, montare le uova con i restanti 50 g di zucchero. Una volta raggiunto un composto chiaro e spumoso aggiungere a poco a poco la farina setacciata continuando a frullare per evitare grumi.
- Aggiungere il latte precedentemente bollito e mescolare bene.
- Passare il liquido al colino cinese in modo da togliere la bacca di vaniglia e altre impurità.
- Rimettere su fuoco moderato per 3 – 4 minuti, continuando a mescolare fino a raggiunge la consistenza della crema.
- Mettere la crema in una bacinella d’acciaio, spolverizzandola di zucchero semolato per limitare la formazione della crosticina sulla superficie e fare raffreddare.
Composizione
- Tostare i pinoli in padella antiaderente per un paio di minuti a fuoco moderato.
- A pasta frolla tiepida – fredda, versare la crema pasticciera spargendola ben bene su tutta la superficie.
- Aggiungere i pinoli e se gradita una spolverata di zucchero a velo o cacao.
Per ottimizzare le tempistiche io ho iniziato a fare la crema nel momento in cui la frolla è entrata in forno. Tra cottura e raffreddamento della frolla c’è tutto il tempo per portare a termine la crema =D
L’abbinamento
Ero molto indeciso tra due vini entrambi spesso abbinati a formaggi e paté, ma che di fronte alla pasticceria secca e con crema trovano nuova vita. Sto parlando di Sauternes e Tokaji che dalla Francia e dall’Ungheria condividono la botrizzazione delle uve (attacco della muffa Botritys Cinerea). Alla fine ho optato per il Tokaji Aszù 5 Puttonyos della cantina Disznókö. Di colore dorato, quasi ambrato, rivela un’alta complessità al naso e in bocca, sviluppando note fresche di frutta con rimandi a spezie e in bella evidenza miele. Con finale persistente, morbido accompagna decisamente al meglio la nostra torta.

Ingredienti per una teglia da 24 cm.
La variante al cioccolato bianco


Partiamo con la frolla che è la stessa della ricetta “
Mentre la crema rapprende in frigo, ho cotto la frolla. Acceso il forno a 180 °C, ho steso la folla, ricavato dei dischetti a misura degli stampi nei quali li ho inseriti con sotto della carta forno. Una volta bucherellata la base ho messo un altro strato di carta forno e riempito con dei ceci, seguendo il classico sistema di cottura della frolla senza ripieno. In forno sono rimaste circa 30 minuti, ma consiglio già dai 25 minuti di controllare il livello di cottura (potrebbe variare a seconda di quanto spessa è la frolla).
Ho cercato come da regole d’oro dell’abbinamento un vino che richiamando il dolce della pietanza non ne coprisse i sapori pur mantenendo la sua personalità. Per questo ho scelto il passito di Kerner 
ho spento e lasciato raffreddare.
Al corso di sommelier mi hanno insegnato che dolce chiama dolce e che il cacao / cioccolato è sempre un problema. In questo caso la dolcezza della confettura (pur stemperata dal lime e dallo zenzero) si completa con la tendenza amarognola del cacao. Per questo motivo pur rimanendo in ambito di vini dolci ho tralasciato quelli liquorosi e provato un Moscato Giallo spumante, nel dettaglio
Il mese scorso andando in giro per Milano, i miei occhi finivano inevitabilmente per incrociare l’affissione delle golosissime
Intanto ho preparato la crema pasticcera con dose per 500 ml di latte. Io uso la ricetta che sta scritta su un mio vecchio libro di dolci, ma non credo serva che vi trascriva ingredienti e procedimento perché li potete trovare ovunque, ad esempio
il cucchiaino per metterne poco ma un po’ in tutto il ripieno, anche il succo delle amarene.
