Vellutata di pomodori e yogurt greco

Estate tempo di piatti “freschi”. Con questo in mente (anche se la ricetta prevede di arrostire i pomodori in forno…) è nata questa ricetta, versione leggermente modificata di quella presente nella Bibbia di Barbara Toselli: “Che zuppa!”.
Ingredienti per tre persone:
– 1,300 kg di pomodori piccadilly ben maturi
– 1 cipolla rossa
– 1 testa d’aglio
– qualche rametto di timo fresco
– 15 foglie di basilico ca.
– qualche rametto di maggiorana fresca
– qualche foglia di coriandolo fresco
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– olio e.v.o.
– pepe e sale qb
– 4 fette di pane ai 4 cereali con semi di lino e girasole
– una confezione di yogurt greco

Innanzitutto ho acceso il forno statico a 190° in modo che fosse pronto una volta preparati i pomodori.
IMG_7778In una pentola di vetro dai bordi alti (se non fosse in vetro consiglio di coprirla con carta forno) ho messo i pomodori lavati, asciugati e tagliati in due. A questi ho aggiunto la cipolla rossa anche quella tagliata grossolanamente, i rametti di timo e maggiorana, le foglie di basilico (tenendone alcune per l’impiattamento) e quelle di coriandolo.

Ho condito il tutto con 3 cucchiai di olio e.v.o., una generosa presa di sale, un po’ di pepe macinato al momento e i due cucchiai scarsi di zucchero di canna, mescolando bene. Ho diviso a metà la testa d’aglio orizzontalmente e inserito nel tegame con il taglio verso l’alto.
IMG_7780Ho messo in forno per circa 50 minuti, fintanto che i pomodori hanno iniziato a caramellare. Una volta tolti dal forno ho eliminato i rametti di maggiorana e timo insieme alle teste d’aglio (ho lasciato solo un quantitativo pari a un paio di spicchi d’aglio).

Frullato il tutto ben bene e poi passato al colino cinese per eliminare semi ed eventuali resti di buccia di pomodoro, mantenendo tutto il resto.

Ho lasciato raffreddare e al momento dell’impiattamento ho aggiunto e sciolto una generosa cucchiaiata di yogurt greco. Nel piatto ho poi messo sopra la vellutata una foglia di basilico, una macinata di pepe creolo (quello misto di vari colori), una quenelle di yogurt greco e una fetta di pane tostato croccante divisa in due.

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Se la vellutata fosse mango e zenzero?

È possibile mettere insieme una classica e <confortevole> vellutata con ingredienti poco tradizionali, anzi esotici? La risposta in questa ricetta inventata con quello che ho trovato nel frigorifero….
Un piatto semplice, ma bello e buono, che abbina sapori dolci a piccanti tipici di un piatto asiatico e che ci porterà via meno di un’ora per la sua preparazione.

Vellutata di mango e zenzeroPartiamo dagli ingredienti per 4 persone:
– 350 gr. di patate
– 350 gr. di mango (uno bello grosso e non troppo maturo)
– 350 gr. di pere abate (anche queste belle sode)
– 40 gr. di zenzero fresco
– 1 porro
– 1 peperoncino fresco
– 500 cl di brodo vegetale
– 1 cucchiaio di cumino
– 100 gr. di nocciole non tostate (si può fare anche con quelle tostate vedi sotto)
– 3 cucchiai di olio evo
– sale qb

Vellutata mango e zenzero in bollituraPer prima cosa ho pelato e tagliato a cubetti piuttosto piccoli le patate, le pere e il mango e messo da parte. A seguire ho preparato gli ingredienti per il soffritto, ovvero pelato, lavato e tagliato molto fine la parte bianca del porro e tagliato a cubetti piccolissimi zenzero e peperoncino (ovviamente privando lo zenzero della buccia). Ho preparato il soffritto di porro, zenzero e peperoncino in una pentola (adatta a cuocere la zuppa) con due cucchiai di olio a fuoco molto basso finché il porro non è diventato trasparente.

A questo punto ho aggiunto pere, patate e mango e mescolato più volte per fare insaporire. Passato qualche minuto ho aggiunto il brodo, portato a bollore coperchiando la pentola in modo che restasse un minimo di sfogo per il vapore. Timer 30 minuti.

Sono passato alla parte croccante della guarnizione. Ho tostato i semi di cumino in una padella antiaderente per pochi minuti a fuoco basso fintanto che non si sono scuriti e Cumino per vellutata mango e zenzerohanno cominciato a rilasciare il loro caratteristico profumo. Nel mentre ho acceso
il forno a 170 gradi con all’interno una teglia con carta forno. Ho fatto raffreddare i semi e poi  li ho pestati nel mortaio fino a ricavarne una polvere. Ho mescolato in una ciotola le nocciole, il cumino, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale. Ho quindi estratto la leccarda del forno riscaldata e l’ho riempita con il composto di nocciole belle separate e informato per 15 minuti abbassando la temperatura a 90 gradi e rigirandole spesso per una tostatura uniforme.
=> scorciatoia: se avete nocciole già tostate potete semplicemente mescolarle con la polvere di cumino polverizzato, il sale e un filo d’olio evitando il passaggio in forno.

Nocciole vellutata di mango e zenzeroTerminata la cottura della zuppa, ho frullato con un frullatore a immersione per creare la vellutata, lasciandola bella cremosa. Ho regolato di sale (a piacere e in base a quanto sono saporite le verdure e il brodo), ma ricordate che ne abbiamo già messo sulle nocciole. Ho impiattato appena le nocciole si sono intiepidite, spolverando il tutto con un pizzico di cumino in polvere e servito.

Risotto separato dallo zafferano

Quando mi è arrivata a casa la selezione di zafferano 3 Cuochi, ho pensato a lungo a quale ricetta preparare per partecipare al concorso per le ricette da includere nel nuovo ricettario Tutti cuochi con 3 Cuochi.

Inizialmente ero orientata su una delicata acqua allo zafferano per servire un pesce bianco, poi ho pensato a una vellutata, ho persino valutato l’idea di un dolce. Poi, tanto per non smentire la mia fissa per il risotto, ho deciso di fare un risotto. E per restare sul semplice, ho scelto proprio un risotto allo zafferano, ma separando il risotto dallo zafferano.

IMG_7159Niente di complicato, solo un modo diverso per servire un piatto tradizionale e renderlo una novità anche per il ragazzo di casa.

Andiamo con ingredienti e preparazione.

Per il risotto (3 persone)

  • 300 grammi di riso carnaroli
  • 1 Cipolla media
  • 3 cucchiai di olio evo
  • 50 grammi di burro buono
  • 30 grammi di grana padano stagionato
  • 1 litro di brodo vegetale
  • mezzo bicchiere di buon vino bianco secco (ho usato un Friulano)
  • sale e pepe

Per la salsa allo zafferano

  • 150 ml di panna
  • 1 bustina di zafferano 3 Cuochi
  • 20 grammi di grana padano stagionato
  • 2-3 cucchiai di brodo
  • pepe

Affettate la cipolla finemente e mettetela a imbiondire con il burro e l’olio dolcemente. Quando la cipolla sarà praticamente trasparente, alzate la fiamma portandola a fuoco medio e versate il riso perché tosti (circa 3-4 minuti). Alzate ancora un po’ la fiamma, versate il vino bianco e sfumate fino a farlo evaporare totalmente. Iniziate a versare il brodo vegetale che avrete preparato in precedenza. Il brodo deve essere caldo per non interrompere la cottura del riso. Versatene un paio di mestoli alla volta e fate cuocere a fuoco medio mescolando ogni tanto. Man mano che il brodo si asciuga, aggiungetene ancora fino a terminare la cottura del riso (circa 15-17 minuti in base al tipo di riso). Regolate di sale e di pepe. Spegnete il fuoco, aggiungete il grana padano e mantecate con un cucchiaio di legno (io ho inaugurato il mio bellissimo cucchiaio in legno di ulivo che uso solo per il risotto).

IMG_7161Durante la cottura del risotto, iniziate a preparare la salsa allo zafferano. In un pentolino piccolo versate circa 150 ml di panna e scaldatela a fuoco lento. Aggiungete quindi il grana padano e qualche cucchiaio di brodo perché il composto non sia troppo solido (non deve però essere nemmeno troppo liquido). Aggiungete poco sale e pepe a piacere. Spegnete il fuoco e aggiungete una bustina di zafferano 3 Cuochi mescolando molto bene.

A questo punto non resta che impiattare come preferite. Io ho preso un coppa pasta tondo da circa 10 cm di diametro e l’ho riempito di riso creando una torretta ben compatta. Ho versato sopra un cucchiaio abbondante di salsa allo zafferano e fatto una decoro nel piatto con la stessa salsa.

IMG_7167smArrivato a tavola, i commensali hanno preferito mischiare gli ingredienti: risotto e zafferano sono tornati insieme.

Crema di Zucca, cavolo nero e funghi

Evviva l’autunno e le sue zuppe. Protagonista indiscussa di questa stagione la zucca alla quale ho affiancato cavolo nero e funghetti per un tocco di novità.
Partiamo dagli ingredienti per 4 persone.

  • Crema di zucca - ingredientiZucca delicata 500 gr
  • Patate 200 gr
  • Una cipolla dorata
  • Due peperoncini freschi
  • Acqua tiepida o brodo vegetale 500 ml ca
  • Funghi pioppini 150 gr
  • Aglio 2 spicchi
  • Cavolo nero 250 gr
  • Olio evo
  • Latte di cocco 150 ml
  • Sale qb
  • Noce moscata qb
  • Semi di sesamo 15 gr
  • 4 fette di pane pugliese o altamura

Pulita la zucca da buccia e semi, l’ho tagliata a pezzettoni e messa in una casseruola, insieme alle patate (anch’esse a pezzi), alla cipolla e un peperoncino tritati. Decidete voi quanto la volete piccante e quindi se lasciare o meno i semi del peperoncino. Ho coperto di acqua tiepida e cotto a fuoco basso. Niente soffritto per tenerla “healthy”, ma ovviamente male non sarebbe stato.

Nel mentre ho pulito i funghi tenendo solo le teste e li ho passati velocemente in padella con un filo d’olio e uno spicchio d’aglio schiacciato. Importante che cuociano poco e si mantengano croccanti.

Crema di zucca - funghiParallelamente ho tagliato il cavolo nero a pezzetti e fatto stufare in una casseruola insieme a un peperoncino e uno spicchio d’aglio per circa un quarto d’ora. Dopodiché ho frullato il tutto con il mixer ad immersione regolando di acqua in modo che rimanga un composto morbido ma solido.

Crema di zucca - cavolo neroAh la zucca era ancora sul fuoco… ecco quando si è ammorbidita (45/60 minuti) ho passato il composto al mixer a immersione, aggiungendo il latte di cocco a filo per rendere il tutto più cremoso e regolando di sale e noce moscata.

A questo punto siamo pronti per impiattare, adagiando sul fondo la crema e sopra i funghi e il cavolo nero a quenelle (con l’aiuto di due cucchiai). Ho finito con il pane tostato leggermente oliato e a piacere un filo d’olio e semi di sesamo precedentemente tostati in padella.

Crema di zucca

Riso basmati al profumo di mango

“Come mai hai comprato un mango?”
“Prima o poi viene utile…”

Ecco, nel pieno rispetto della cucina del frigorifero, ci ho trovato un bel mango e deciso che era il momento di inventarci qualcosa. Un piatto dai sapori orientali come piace in casa nostra e dalla difficoltà veramente minima.

Ingredienti per tre persone:

  • 150/200 gr. di riso basmati
  • 1 mango
  • 2 cucchiaini di curry piccante
  • Mezza cipolla rossa (o 1 scalogno)
  • 200 gr. di latte di cocco
  • Un cucchiaio di olio di sesamo
  • Un lime spremuto
  • Sale

Partiamo dal riso, lasciatelo in ammollo in acqua per un 10 minuti e lavatelo per togliere eventuali impurità. Cuocetelo in acqua bollente pari a circa il doppio del suo volume,  finché non ha assorbito tutta l’acqua (se usate Riso Gallo Basmati bastano circa 8-10 minuti).
Riso basmati al profumo di mangoPer la salsa pelate il mango e tagliatelo a cubetti di piccole dimensioni. Tenetene da parte un poco, tagliato a cubetti più piccoli per la finitura del piatto. In una padella fate soffriggere la cipolla o scalogno tritati finemente con l’olio di sesamo (in alternativa di girasole, ma perde un po’ di profumo), unite il curry e appena stemperato aggiungete il mango e il latte di cocco a filo continuando a mescolare. Regolate di sale. Cuocete il tutto a fiamma bassa per 10/15 minuti. Se necessario allungate la salsa con altro latte di cocco o poca acqua calda. Quando il mango è piuttosto morbido aggiungete il succo di lime, fate un giro di minipimer per eliminare eventuali pezzi di non sciolti.
Nel frattempo il riso dovrebbe essere cotto e pronto per essere impiattato.
A vostro gusto condite direttamente il riso con la salsa o, come nell’immagine, mettere il riso al naturale nel piatto con sopra salsa e dadini di mango fresco.

Pasta alle uova di salmone e lompo

La sera è sempre una lotta contro il tempo cercando qualcosa di nuovo e stuzzicante. Abbiamo abituato “troppo bene” il giovane di casa e una semplice pasta al pomodoro non basta.
Ecco come è nato questo primo veloce da preparare e al contempo originale. Certo devono piacere i sapori piuttosto decisi che lo caratterizzano, ma questo non è un problema in famiglia.

Pasta alle uova di salmone e lompoDosi per tre persone:

  • 250 gr. di pasta secca o in base alla fame
  • 6 filetti di acciughe
  • una confezione di uova di salmone piccola da 50 gr.
  • tre cucchiaini di uova di lompo nere
  • mezzo limone / un lime spremuto
  • una noce di burro

Mettete a cuocere la pasta (io ho utilizzato delle pennette, ma secondo me viene bene anche con pasta lunga) in abbondante acqua bollente salata. Quando mancano pochi minuti a fine cottura fate sciogliere il burro e le acciughe in una padella dove poi farete saltare la pasta.
Levate la pasta un minuto prima della cottura desiderata e saltatela nella salsa di acciughe, aggiungete il succo di limone e le uova di salmone. Amalgamate il tutto e impiattate, aggiungendo al centro un cucchiaino di uova di lompo.

Finito. Avevo detto che era semplice e veloce no?

Strascinati, ricotta e…

Nei 2 giorni al mese che sono in “smart working“, ossia lavoro da casa, tocca pensare anche al pranzo del pargolo, che arriva da scuola alle 14.00 ed è affamato come non mai. Serve qualcosa di rapido e molto gustoso. Detto fatto ecco la ricetta per una pasta creativa, saporita e che fa anche da piatto unico.

Pasta ricotta e uova di lompo Continua a leggere

Gnocchi alle patate violette

Qualche settimana fa, ho trovato all’Esselunga delle patate violette. Avevo già provato le patate viola fritte, fatte a chips. Sicuramente buonissime.

Gnocchi in preparazioneDa buona amante degli gnocchi, ho provato l’esperimento di vedere come rendono queste buonissime patate in modalità gnocco.

Non sapendo che grado di umidità e farinosità avessero una volta bollite, mi sono data il limite di non superare il 25-30% di peso di farina, rispetto al peso delle patate a crudo. Se terminata la farina la consistenza non mi avesse convinto, avrei buttato tutto. Mi è andata bene, con l’aiuto di un tuorlo d’uovo.

Ingredienti

  • 600 grammi di patate viola
  • 150-180 grammi di farina
  • 1 rosso d’uovo
  • sale

Gnocchi impiattati

La procedura per fare gli gnocchi è molto semplice. L’avevo già scritta qui. Importantissimo schiacciare le patate e fare in modo che rilascino un po’ di umidità ben stese sul tavolo. Quando vi sembrano meno “bagnate” si parte con la farina, il rosso d’uovo e il sale.

Condimento iper semplice, ma sempre gradito: burro e salvia e una generosissima spolverata di noce moscata. Tempo di realizzazione minuti 50, dalla pentola al piatto. Giuro.

Gnocchi arrosto, fonduta di grana, mostarda e polvere di cacao

Me li hanno insegnati ieri, e oggi li ho proposti a tutta la famiglia, ma andiamo con ordine. Ieri ho partecipato a un workshop all’interno di Cibo a regola d’Arte* manifestazione milanese dedicata alla cultura del cibo. A guidare la lezione lo chef Michelangelo Citino del Ristorante Michelangelo dell’aeroporto di Linate.In postazione

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Lasagnette di pane guttiau con salsiccia e funghi porcini

lasagna finalNonostante le temperature siano ancora piuttosto miti, le mie visite al mercato mostrano che l’autunno è già iniziato. Le bancarelle mostrano i primi agrumi, cachi, cime di rapa, Banacarella di Mauroma soprattutto meravigliosi funghi porcini. Nelle ultime settimane li ho acquistati spesso alla mia bancarella di fiducia e non mi hanno mai delusa. Ho fatto un magnifico risotto, dei semplici maccheroni e una delicata insalata. Domenica scorsa voglia di lasagne però non avevo voglia di fare la sfoglia. Dopo un po’ di pensate e un’occhiata in dispensa ho scoperto di avere del pane guttiau. È  nata così questa particolare lasagnetta fatta di pane guttiau, fratello “condito” del pane carasau.

Ingredienti per 6 persone (sono venuti anche i nonni ad assaggiarla)

  • 250 grammi di pane guttiau
  • 250 grammi circa di brodo (verdura o carne)
  • 500 grammi abbondanti di porcini
  • 500 grammi di salsiccia
  • 150 grammi circa di pecorino grattuggiato
  • 1 spicchio d’aglio
  • olio
  • pepe
  • poco prezzemolo

Sono partita con l’operazione più lunga: la pulizia dei funghi. E su questo non si scherza nella mia famiglia, essendo sposata con un Trentino. Il fungo va pulito con pazienza e senz’acqua. Dopo avere eliminato il grosso con un coltellino, mi sono armata di uno spazzolino (va bene anche uno spazzolino da denti morbido) e di scottex. Con cura ho iniziato a eliminare la terra con lo spazzolino, per terminare poi con lo scottex e un fazzoletto di cotone. Il risultato è certo. Nessun ospite si è mai lamentato di terra nei miei funghi. Finita la pulizia, li ho affettati sottilmente. Ho pulito uno spicchio d’aglio e l’ho messo in padella con un goccio d’olio. Appena ha iniziato a sfrigolare ho messo i funghi e li ho saltati circa 2 minuti mescolando delicatamente. Ho aggiunto il sale e coperchiato, facendo cuocere per circa 3 minuti. Ho tolto il coperchio e fatto andare a fiamma viva fino a completa eliminazione dell’acqua (bastano veramente 2 minuti). Ho spento e spolverizzato un po’ di prezzemolo (a piacere) e pepe bianco.

ripienoHo tolto la pelle alla salsiccia e l’ho sbriciolata in padella. L’ho portata praticamente a cottura e spento.

Nel frattempo ho messo a scaldare il brodo senza farlo bollire e scelto un contenitore per la lasagnetta. Inizialmente avevo scelto la classica teglia da lasagne rettangolare, ma poi, visto che il pane guttiau che ho acquistato era a spicchi ho optato per una teglia rotonda che ho leggermente oliato.

lasagnaIn un contenitore tondo ho versato il brodo caldo e poi ho immerso velocemente le sfoglie di guttiau. Bisogna essere rapidi per evitare che il guttiau si impregni troppo. Se la sfoglia si rompe non fa nulla, basta cercare di ricomporla in teglia. Per ogni strato ho sovrapposto circa 3 o 4 sfoglie di guttiau e poi coperto con un po’ di salsiccia, funghi e pecorino abbondante. Sono andata avanti fino a esaurimento ingredienti. Ho coperto l’ultimo strato solo con pecorino, per assicurare la doratura.

Ho preriscaldato il forno a 200 gradi usando la funzione ventilato e grill superiore e infornato per circa 15 minuti. Ho poi acceso solo grill per circa 3-4 minuti (tenevo d’occhio che non bruciasse). Appena il pecorino ha raggiunto una lieve doratura ho spento e servito caldo.

Un’idea nata per caso che però ha dato grandi soddisfazioni.