Estate tempo di piatti “freschi”. Con questo in mente (anche se la ricetta prevede di arrostire i pomodori in forno…) è nata questa ricetta, versione leggermente modificata di quella presente nella Bibbia di Barbara Toselli: “Che zuppa!”.
Ingredienti per tre persone:
– 1,300 kg di pomodori piccadilly ben maturi
– 1 cipolla rossa
– 1 testa d’aglio
– qualche rametto di timo fresco
– 15 foglie di basilico ca.
– qualche rametto di maggiorana fresca
– qualche foglia di coriandolo fresco
– 2 cucchiai di zucchero di canna
– olio e.v.o.
– pepe e sale qb
– 4 fette di pane ai 4 cereali con semi di lino e girasole
– una confezione di yogurt greco
Innanzitutto ho acceso il forno statico a 190° in modo che fosse pronto una volta preparati i pomodori.
In una pentola di vetro dai bordi alti (se non fosse in vetro consiglio di coprirla con carta forno) ho messo i pomodori lavati, asciugati e tagliati in due. A questi ho aggiunto la cipolla rossa anche quella tagliata grossolanamente, i rametti di timo e maggiorana, le foglie di basilico (tenendone alcune per l’impiattamento) e quelle di coriandolo.
Ho condito il tutto con 3 cucchiai di olio e.v.o., una generosa presa di sale, un po’ di pepe macinato al momento e i due cucchiai scarsi di zucchero di canna, mescolando bene. Ho diviso a metà la testa d’aglio orizzontalmente e inserito nel tegame con il taglio verso l’alto.
Ho messo in forno per circa 50 minuti, fintanto che i pomodori hanno iniziato a caramellare. Una volta tolti dal forno ho eliminato i rametti di maggiorana e timo insieme alle teste d’aglio (ho lasciato solo un quantitativo pari a un paio di spicchi d’aglio).
Frullato il tutto ben bene e poi passato al colino cinese per eliminare semi ed eventuali resti di buccia di pomodoro, mantenendo tutto il resto.
Ho lasciato raffreddare e al momento dell’impiattamento ho aggiunto e sciolto una generosa cucchiaiata di yogurt greco. Nel piatto ho poi messo sopra la vellutata una foglia di basilico, una macinata di pepe creolo (quello misto di vari colori), una quenelle di yogurt greco e una fetta di pane tostato croccante divisa in due.

Partiamo dagli ingredienti per 4 persone:
Per prima cosa ho pelato e tagliato a cubetti piuttosto piccoli le patate, le pere e il mango e messo da parte. A seguire ho preparato gli ingredienti per il soffritto, ovvero pelato, lavato e tagliato molto fine la parte bianca del porro e tagliato a cubetti piccolissimi zenzero e peperoncino (ovviamente privando lo zenzero della buccia). Ho preparato il soffritto di porro, zenzero e peperoncino in una pentola (adatta a cuocere la zuppa) con due cucchiai di olio a fuoco molto basso finché il porro non è diventato trasparente.
hanno cominciato a rilasciare il loro caratteristico profumo. Nel mentre ho acceso
Terminata la cottura della zuppa, ho frullato con un frullatore a immersione per creare la vellutata, lasciandola bella cremosa. Ho regolato di sale (a piacere e in base a quanto sono saporite le verdure e il brodo), ma ricordate che ne abbiamo già messo sulle nocciole. Ho impiattato appena le nocciole si sono intiepidite, spolverando il tutto con un pizzico di cumino in polvere e servito.
Niente di complicato, solo un modo diverso per servire un piatto tradizionale e renderlo una novità anche per il ragazzo di casa.
Durante la cottura del risotto, iniziate a preparare la salsa allo zafferano. In un pentolino piccolo versate circa 150 ml di panna e scaldatela a fuoco lento. Aggiungete quindi il grana padano e qualche cucchiaio di brodo perché il composto non sia troppo solido (non deve però essere nemmeno troppo liquido). Aggiungete poco sale e pepe a piacere. Spegnete il fuoco e aggiungete una bustina di zafferano 3 Cuochi mescolando molto bene.
Arrivato a tavola, i commensali hanno preferito mischiare gli ingredienti: risotto e zafferano sono tornati insieme.
Zucca delicata 500 gr
Parallelamente ho tagliato il cavolo nero a pezzetti e fatto stufare in una casseruola insieme a un peperoncino e uno spicchio d’aglio per circa un quarto d’ora. Dopodiché ho frullato il tutto con il mixer ad immersione regolando di acqua in modo che rimanga un composto morbido ma solido.
Ah la zucca era ancora sul fuoco… ecco quando si è ammorbidita (45/60 minuti) ho passato il composto al mixer a immersione, aggiungendo il latte di cocco a filo per rendere il tutto più cremoso e regolando di sale e noce moscata.
Per la salsa pelate il mango e tagliatelo a cubetti di piccole dimensioni. Tenetene da parte un poco, tagliato a cubetti più piccoli per la finitura del piatto. In una padella fate soffriggere la cipolla o scalogno tritati finemente con l’olio di sesamo (in alternativa di girasole, ma perde un po’ di profumo), unite il curry e appena stemperato aggiungete il mango e il latte di cocco a filo continuando a mescolare. Regolate di sale. Cuocete il tutto a fiamma bassa per 10/15 minuti. Se necessario allungate la salsa con altro latte di cocco o poca acqua calda. Quando il mango è piuttosto morbido aggiungete il succo di lime, fate un giro di minipimer per eliminare eventuali pezzi di non sciolti.
Dosi per tre persone:
Da buona amante degli gnocchi, ho provato l’esperimento di vedere come rendono queste buonissime patate in modalità gnocco.

Nonostante le temperature siano ancora piuttosto miti, le mie visite al mercato mostrano che l’autunno è già iniziato. Le bancarelle mostrano i primi agrumi, cachi, cime di rapa,
ma soprattutto meravigliosi funghi porcini. Nelle ultime settimane li ho acquistati spesso alla mia bancarella di fiducia e non mi hanno mai delusa. Ho fatto un magnifico risotto, dei semplici maccheroni e una delicata insalata. Domenica scorsa voglia di lasagne però non avevo voglia di fare la sfoglia. Dopo un po’ di pensate e un’occhiata in dispensa ho scoperto di avere del pane guttiau. È nata così questa particolare lasagnetta fatta di pane guttiau, fratello “condito” del pane carasau.
Ho tolto la pelle alla salsiccia e l’ho sbriciolata in padella. L’ho portata praticamente a cottura e spento.
In un contenitore tondo ho versato il brodo caldo e poi ho immerso velocemente le sfoglie di guttiau. Bisogna essere rapidi per evitare che il guttiau si impregni troppo. Se la sfoglia si rompe non fa nulla, basta cercare di ricomporla in teglia. Per ogni strato ho sovrapposto circa 3 o 4 sfoglie di guttiau e poi coperto con un po’ di salsiccia, funghi e pecorino abbondante. Sono andata avanti fino a esaurimento ingredienti. Ho coperto l’ultimo strato solo con pecorino, per assicurare la doratura.