Quando lo zenzero si fa biscotto

I biscotti allo zenzero sono nati per caso un sabato piovoso all’Ortomercato laddove si riforniscono il 90% dei piccoli ristoranti etnici milanesi a partire da quelli cinesi, insieme a famiglie alla ricerca di qualità/quantità/convenienza. Così tra una cassetta di fragole e una  cassa di pomodori ci siamo fatti tentare da un sacchettone di zenzero a 3 euro. Una volta arrivati a casa è scattata la caccia all’idea per impiegare al meglio il magico rizoma.

Nel reparto dolci, cercando qualcosa di leggermente diverso dal pan di zenzero, sono approdato qui e dopo qualche piccola modifica siamo arrivati a ottimi biscotti facili e veloci da eseguire:

  • 250 g di farina tipo 0 (lo avrete capito che da queste parti non avrai altra farina all’infuori del Mulino Marino).
  • 1 uovo
  • 100 g di burro
  • 90 g di zucchero bianco
  • 1 cucchiaino di lievito
  • cioccolato fondente in tavoletta
  • zenzero fresco (come se piovesse)

Biscotti allo Zenzero in forno Continua a leggere

Adoro: la crostata di crema e amarene

AmareneIl mese scorso andando in giro per Milano, i miei occhi finivano inevitabilmente per incrociare l’affissione delle golosissime Amarene Fabbri.
E’ poi successo che, qualche settimana dopo, i miei occhi abbiano incrociato il bellissimo vaso contente i dolci frutti sullo scaffale del mio supermercato e che io non possa avere fatto altro che afferrarlo e metterlo nel carrello.

Giunta a casa ho iniziato a pensare come utilizzarle e, data la mia fissa, ho subito pensato a una crostata. Crostata+amarene= crostata di crema con amarene.

Su una preparazione come questa non servono le ricette. E’ tutto già in testa.

Sono partita con la frolla sufficiente per la crostatiera da 26, (ma in versione più ricca della precedente visto il tipo di farina che ho usato):

  • 300 grammi di farina (200 grammi di quella specifica del Mulino Marino, la Macina  e 100 grammi di quella 00 sempre Mulino Marino)
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 150 grammi di burro
  • 1 uovo intero e 2 rossi
  • scorza di limone grattugiata fine
  • 1 pizzico di sale

Ho lavorato la farina con il burro freddo tagliato a tocchetti con la punta delle dita fino a ottenere un’impasto tipo sabbia bagnata. Ho aggiunto le uova, una alla volta, e infine lo zucchero continuando a lavorare con la punta delle dita fino a ottenere un impasto compatto che ho reso tondo, avvolto in pellicola e messo in frigo.

Crema PasticceraIntanto ho preparato la crema pasticcera con dose per 500 ml di latte. Io uso la ricetta che sta scritta su un mio vecchio libro di dolci, ma non credo serva che vi trascriva ingredienti e procedimento perché li potete trovare ovunque, ad esempio qui, o qui o qui. Sono tutte più o meno simili con varianti sul numero di rossi da aggiungere e quindi su un risultato più o meno ricco. Ho usato la buccia di limone e non la bacca di vaniglia perché volevo un risultato più fresco. La crema deve raffreddare per bene, ma dovete ricordarvi di dare una mescolata ogni tanto perché non faccia la crosticina sopra.

Dopo un’ora di riposo in frigo o preso la palla di frolla, steso un foglio di carta forno sul tavolo e preparato un altro foglio di grandezza simile. Ho adagiato la frolla sulla carta forno e tagliato circa 1/5 dell’impasto. Ho steso i restanti 4/5 tra i due fogli di carta forno, con il mattarello e poi ho adagiato la frolla, alta poco meno di 1 cm nella crostatiera imburrata e infarinata.

Mentre stendevo la frolla, ho pre-riscaldato il forno a 180 gradi.

Ho poi farcito la frolla con tutta la crema livellandola bene e aggiunto le amarene e, usandoCrostata Crema e Amarene il cucchiaino per metterne poco ma un po’ in tutto il ripieno, anche il succo delle amarene.

Ho ripiegato verso l’interno i bordi della frolla e infine creato un disco, con il quinto di frolla messo da parte, per chiudere completamente la crostata. Ho sigillato con cura lungo la giuntura dei due impasti.

Ho infornato per 30 minuti e lasciato raffreddare prima di ricoprire con abbondante zucchero a velo.

Buona assai. Forse il mio dolce preferito.

Crostata Crema e Amarene

Pensando alla montagna: la torta di farina di grano saraceno e marmellata di mirtilli rossi

Mi sono svegliata, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che venivano dei piccoli fiocchi di neve tra le gocce di pioggia che rendeva Milano particolarmente uggiosa.

Ho pensato quindi che sarebbe stata una di quelle giornate da rifugiati in casa e che sarebbe stato quindi carino preparare un dolce per i miei due maschi. Non avevo però voglia di dolci complicati e laboriosi, ma di una torta di quelle da inverno.

La sorte ha voluto che avessi appena fatto scorta di tanti tipi diversi delle meravigliose farine del Mulino Marino e che tra queste ci fosse anche quella di grano saraceno.

Ho quindi pensato di preparare, un po’ a naso, un po’ sbirciando un paio di libri, una torta che mi capita di mangiare in Trentino Alto Adige fatta appunto con il grano saraceno e la marmellata di mirtilli rossi. Detto fatto. Continua a leggere

Il rosso fa allegria: la red velvet

Come anticipato nell’ultimo post prima della partenza per la Florida, viaggio di cui a breve abeone vi racconterà pregi e difetti, durante le feste natalizie ho preparato la Red Velvet.

Non era la prima volta che mi cimentavo con questo morbidissimo e delizioso dolce, perché alla fine ogni scusa è buona per prepararlo vista la sua golosità, tipica dei dolci di tradizione americana.

La scusa ufficiale per averlo scelto questa volta è stato il colore: la Red Velvet è rossa e fa tanto Natale.

Vista nelle foto che si trovano in rete su siti e blog (a proposito io la prima volta ho usato questa ricetta e di base, con piccole varianti, quella uso) può sembrare un dolce complicato da fare.

In realtà è una torta abbastanza veloce da fare e le sole, relative, complicazioni stanno nel taglio della torta in strati, nella copertura della torta con la crema al formaggio e nell’ottenere il rosso giusto. Ad esempio questa volta a me il rosso non è venuto bellissimo (e dopo vi spiegherò perché) e ho tagliato la torta solo in 2 strati. Il risultato è stato comunque eccellente.

Continua a leggere

Un crumble di mele… Buono buono in modo assurdo

Il crumble è un dolce veramente semplice. Come lo strudel, anche il crumble ha tante possibili varianti, soprattutto sul tipo di frutta che può essere cambiata in base alla stagione e a quello che si ha in frigo.

Io ho iniziato a farlo un paio di anni fa, usando quasi sempre le mele e facendo piccole modifiche fino a quando sono arrivata alla versione ideale che unisce a morbide e succose mele la croccantezza della frolla di copertura. Vado quindi a raccontarvi questa ricetta rapida e buonissima. Continua a leggere

Strudel di pere e cioccolato

Lo strudel è un dolce sottovalutato. Si tende a mangiarlo principalmente quando si va a sciare e a dimenticarlo in altri momenti. 
In realtà lo strudel è un dolce semplice e molto buono che può essere farcito in tanti modi diversi e tutti molto gustosi: dal classico con le mele, a quello con frutta secca, prugne, albicocche, marmellata oppure come piace tanto in casa mia ossia con pere e cioccolato.
Non bisogna farsi prendere dalla pigrizia di comprare la sfoglia fatta (non che abbia qualcosa in contrario se uno ha proprio fretta) perché’ secondo me quella vera da strudel è molto più leggera e friabile. 
Quindi iniziamo dalla sfoglia per la quale servono solo
  • 250 grammi di farina 00
  • Un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio di semi
  • 150 ml circa di acqua tiepida.
Ho lavorato la farina bianca con un pizzico di sale, 2 cucchiai di olio di semi e impastato aggiungendo man mano circa 150 ml di acqua tiepida (35-37 gradi circa misurati con il fantastico termometro dell’Ikea). Una volta ottenuta una palla liscia ed elastica, ho unto la superficie con un po’ d’olio e messo a riposare per circa 30 minuti sotto una insalatiera ben asciutta e riscaldata (io l’ho tenuta sotto il calorifero).  Per una sfoglia perfetta potete leggervi la ricetta di gennarino (http://www.gennarino.org/pastastrudel.htm). Io l’ho letta la prima volta e ormai vado a ricordo ed esperienza.
 

Le repas vert… un pranzo in verde

Anche se questo blog e’ nato da poco, mi rendo sempre più  conto di quanto il colore nei miei piatti sia importante. Il colore scalda l’umore e la tavola, mette gioia nei commensali e spesso risveglia ricordi di viaggi.

Il repas vert  non nasce propriamente dal ricordo di un viaggio, anche se la Sicilia la porto nel cuore, ma attorno a un ingrediente deliziosamente verde: il pistacchio.

Scoperto di avere un’amica golosa di pistacchi e sapendo che voleva preparare un primo a base di bottarga e pistacchi e un pesce in crosta di pistacchi, ho deciso che avrei per forza di cose dovuto preparare un dolce a base di pistacchi.

Per dovere di cronaca il resto del repas vert, al quale Abeone e io abbiamo contribuito realizzando dei tagliolini freschi, lo trovate qui. Io vi “regalo” solo la ricetta del dolce: la torta al cioccolato e pistacchi. Continua a leggere

Halloween quando arriva arriva…

Halloween è come il Natale, quando arriva arriva. O meglio a casa nostra è arrivato il giorno dopo causa personale inadeguatezza da madre che il 31 ottobre si è presentata a casa alle 21 passate.
Anche se con un giorno in ritardo, ho cercato di rendere felice il cucciolo biondo realizzando una torta come da brief, ossia “mamma, fammi una torta mostruosa”.
Non starò a raccontarvi tutta la ricetta della torta che sta sotto (per i curiosi si tratta di un semplice pan di spagna farcito con crema rocher presa da qui e ricoperto da una ganache al cioccolato… una robina da un paio di milioni di calorie o poco più), mi limiterò a condividere il risultato con una foto.

Pasta di zucchero in colori “mostruosi”, le istruzioni del piccolo padrone di casa e un po’ di fantasia…

Ma ecco anche i credits: la zucca e la rosa nera le ho fatte io, la ragnatela insanguinata, il teschio e gli occhi della strega li ha fatti @abeone, tutto il resto ossia cappello e naso della strega, scheletro, ragno e fantasma il fantastico Lollo che si merita un bravo molto speciale!

La pasta frolla che profuma di Provenza

È ormai qualche settimana che ho in testa la pasta frolla. Ho passato giornate a guardare ricette e pensare a quelle di mamme, zie, nonne. Ne ho trovata una sull’ultimo libro di Cracco (al quale certamente renderò omaggio prestissimo nonostante l’orribile titolo del libro e idem per la copertina) che è da leccarsi i baffi, ma alla fine, in questa giornata uggiosa, fedele al fatto che con la testa tendo a scappare via verso il sole, i colori e i profumi soprattutto quando fuori la città è tutta di quel color grigio uniforme, ho pensato di volare in Provenza e preparare una frolla alla lavanda e trasformarla, grazie a una magnifica composta ai limoni bio di Sicilia, in uno scorcio di sole. Certo il sapore della frolla alla lavanda è particolare, ma io ne vado matta.
Continua a leggere

Mi piacciono le cose (e le persone) morbide: i muffin allo yogurt e gocce di cioccolato

I muffin sono dolcetti che a Lollo, il mio cucciolo biondo, piacciono molto. Ovviamente lui preferisce quelli super cioccolatosi e burrosi, ma spesso io ne preparo una versione più leggera che va benissimo anche per la merenda o per la colazione del mattino. I muffin, in tutte le loro fogge o nella versione più  evoluta- i cupcakes- piacciono anche a me per la loro morbidezza, perché  mi rappresentano e rappresentano le persone che mi piacciono.  La base di partenza è la super classica torta 7 vasetti, che potete trovare su quasi tutti i siti e blog food (come ad esempio questo che è uno dei miei preferiti, oppure qui).
Io ho applicato alcune varianti: ho usato olio evo, ma metà dose, non ho usato la fecola di patate, ho aggiunto gocce di cioccolato e realizzato dei muffin anziché la torta classica. Continua a leggere