Ostriche divine da A’ Riccione

E’ passato parecchio tempo ormai dalla deliziosa serata di giugno “Ostriche Divine” cui sono stata invitata a partecipare dalle colleghe di Studio Contatto che hanno organizzato una degustazione di questi pregiati molluschi per conto del ristorante A’ Riccione. Una serata tanto ben riuscita che qualche settimana dopo mi sono concessa un delizioso ripasso di quanto degustato facendo una vista al Bistrot di Via Procaccini a Milano, così tanto per continuare a ricordare i sapori delicati ma di carattere di questi preziosi molluschi.Plateau 10 ostriche regine

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Tiramisù estivo ai frutti di bosco

Problema: siete in vacanza in montagna e dovete recarvi con la nutrita compagnia di amici (circa 25 tra adulti e bambini) a fare una gita in baita a tema grigliata. Decidete di occuparvi del dolce. Cosa preparate?

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La peperonata…. così la faccio io

Peperoni per la peperonataIl peperone è un frutto bellissimo da vedersi e pieno di proprietà. Si è fatto però la cattiva nomea di non essere particolarmente facile da digerire. Ho quindi sperimentato diverse ricette della classica peperonata per arrivare a un piatto finito che a me e alla mia famigliola (cucciolo biondo compreso) non creasse nessun problema di digestione, nemmeno alla sera (che a detta di mia madre è il momento peggiore per godersi questo delizioso frutto).

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Gusto e Benessere: perché scegliere?

Ormai un mesetto fa, ho avuto il piacere di essere invitata dalla collega Cristina all’evento Misura, pensato per presentare il nuovo format di comunicazione per il web incentrato sul concept Gusto&Benessere. Lo potete vedere qui.

Il tema Gusto e Benessere ha accompagnato il nutrito gruppo di amiche food blogger per tutta la mattina ed è diventato anche oggetto del “guanto di sfida” lanciato a chiusura della presentazione: capire e raccontare se fossimo più Gusto o più Benessere.

Nel mio caso la risposta parrebbe scontata. Chi mi conosce “live” sa che non sono esattamente un’icona del Benessere. O meglio diciamo che sono una forchetta veloce. Questo non significa che non cerco di fare attenzione alla scelta degli ingredienti almeno per “limitare i danni”. Continua a leggere

Il crumble alle fragole (ancora crumble? Sì, e allora)

A qualche mese dalla nascita di questo blog, credo emerga in modo piuttosto chiaro che ho delle fissazioni. Sto pubblicando più dolci che ricette salate (e questo già è strano visto che generalmente preferisco i salati), mi incaponisco su alcune tipologie di dolci, vedi ad esempio le crostate (già 3) e adesso il crumble, il secondo.

Crumble alle fragolePassiamo però a una versione di crumble decisamente più adatto alla stagione (anche se al momento in cui scrivo,  la pioggia si presenta ancora a intervalli regolari e accuweather mi dice che non è ancora finita). Pioggia a parte, le fragole ci sono e iniziano anche a essere saporite. Da quando poi ho preso a frequentare l’ortomercato di milano, ne porto a casa a cassette. Alcune si sono trasformate in vasetti di marmellata (la mia prima marmellata), altre sono finite in questo dolce appunto. Continua a leggere

Adoro: la crostata di crema e amarene

AmareneIl mese scorso andando in giro per Milano, i miei occhi finivano inevitabilmente per incrociare l’affissione delle golosissime Amarene Fabbri.
E’ poi successo che, qualche settimana dopo, i miei occhi abbiano incrociato il bellissimo vaso contente i dolci frutti sullo scaffale del mio supermercato e che io non possa avere fatto altro che afferrarlo e metterlo nel carrello.

Giunta a casa ho iniziato a pensare come utilizzarle e, data la mia fissa, ho subito pensato a una crostata. Crostata+amarene= crostata di crema con amarene.

Su una preparazione come questa non servono le ricette. E’ tutto già in testa.

Sono partita con la frolla sufficiente per la crostatiera da 26, (ma in versione più ricca della precedente visto il tipo di farina che ho usato):

  • 300 grammi di farina (200 grammi di quella specifica del Mulino Marino, la Macina  e 100 grammi di quella 00 sempre Mulino Marino)
  • 150 grammi di zucchero a velo
  • 150 grammi di burro
  • 1 uovo intero e 2 rossi
  • scorza di limone grattugiata fine
  • 1 pizzico di sale

Ho lavorato la farina con il burro freddo tagliato a tocchetti con la punta delle dita fino a ottenere un’impasto tipo sabbia bagnata. Ho aggiunto le uova, una alla volta, e infine lo zucchero continuando a lavorare con la punta delle dita fino a ottenere un impasto compatto che ho reso tondo, avvolto in pellicola e messo in frigo.

Crema PasticceraIntanto ho preparato la crema pasticcera con dose per 500 ml di latte. Io uso la ricetta che sta scritta su un mio vecchio libro di dolci, ma non credo serva che vi trascriva ingredienti e procedimento perché li potete trovare ovunque, ad esempio qui, o qui o qui. Sono tutte più o meno simili con varianti sul numero di rossi da aggiungere e quindi su un risultato più o meno ricco. Ho usato la buccia di limone e non la bacca di vaniglia perché volevo un risultato più fresco. La crema deve raffreddare per bene, ma dovete ricordarvi di dare una mescolata ogni tanto perché non faccia la crosticina sopra.

Dopo un’ora di riposo in frigo o preso la palla di frolla, steso un foglio di carta forno sul tavolo e preparato un altro foglio di grandezza simile. Ho adagiato la frolla sulla carta forno e tagliato circa 1/5 dell’impasto. Ho steso i restanti 4/5 tra i due fogli di carta forno, con il mattarello e poi ho adagiato la frolla, alta poco meno di 1 cm nella crostatiera imburrata e infarinata.

Mentre stendevo la frolla, ho pre-riscaldato il forno a 180 gradi.

Ho poi farcito la frolla con tutta la crema livellandola bene e aggiunto le amarene e, usandoCrostata Crema e Amarene il cucchiaino per metterne poco ma un po’ in tutto il ripieno, anche il succo delle amarene.

Ho ripiegato verso l’interno i bordi della frolla e infine creato un disco, con il quinto di frolla messo da parte, per chiudere completamente la crostata. Ho sigillato con cura lungo la giuntura dei due impasti.

Ho infornato per 30 minuti e lasciato raffreddare prima di ricoprire con abbondante zucchero a velo.

Buona assai. Forse il mio dolce preferito.

Crostata Crema e Amarene

L’hamburger fatto in casa con quello che c’è

Ho un figlio maschio di 9 anni che mangerebbe sempre hamburger. Mi sono quindi esercitata nel tempo nella preparazione di hamburger casalinghi, dove cerco di controllare al massimo gli ingredienti e le cotture cercando comunque di ottenere risultati appetitosi.

PorroNel caso specifico, più che perseguire l’obiettivo del controllo dell’ingrediente come vedremo, ho guardato agli ingredienti che avevo nel frigo e che mi ispiravano. Ne è nato un hamburger sorprendente che è stato letteralmente divorato dai maschi di casa.

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Gli involtini diversi

L’involtino è un secondo veloce, goloso e incontra sempre i gusti del cucciolo biondo. Alla fine ci si riesce a mettere dentro più o meno di tutto, soprattutto quegli ingredienti che mio figlio mai mangerebbe in altri modi. Ne ho fatti con spinaci, zucchine, ma anche melanzane e pomodori secchi… sempre accompagnati da un formaggio o da un salume e l’ho sempre “fatta franca”.

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Quando fuori fa freddo: il risotto con la salsiccia

Le ultime settimane a Milano sono state veramente fredde, nebbiose e veramente umide. Un clima di questo tipo mi fa sempre venire voglia di cucinare cibo che consola e riscalda.

risotto monzese in cotturaIl risotto con la salsiccia (o alla monzese) appartiene sicuramente a questa categoria di piatti. Non saprei proprio dire quale sia la vera ricetta della tradizione del risotto alla monzese. Io ne ho sperimentate varie versioni e alla fine lo faccio così (per 4 persone): Continua a leggere

Pensando alla montagna: la torta di farina di grano saraceno e marmellata di mirtilli rossi

Mi sono svegliata, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che venivano dei piccoli fiocchi di neve tra le gocce di pioggia che rendeva Milano particolarmente uggiosa.

Ho pensato quindi che sarebbe stata una di quelle giornate da rifugiati in casa e che sarebbe stato quindi carino preparare un dolce per i miei due maschi. Non avevo però voglia di dolci complicati e laboriosi, ma di una torta di quelle da inverno.

La sorte ha voluto che avessi appena fatto scorta di tanti tipi diversi delle meravigliose farine del Mulino Marino e che tra queste ci fosse anche quella di grano saraceno.

Ho quindi pensato di preparare, un po’ a naso, un po’ sbirciando un paio di libri, una torta che mi capita di mangiare in Trentino Alto Adige fatta appunto con il grano saraceno e la marmellata di mirtilli rossi. Detto fatto. Continua a leggere