Quando fuori fa freddo: il risotto con la salsiccia

Le ultime settimane a Milano sono state veramente fredde, nebbiose e veramente umide. Un clima di questo tipo mi fa sempre venire voglia di cucinare cibo che consola e riscalda.

risotto monzese in cotturaIl risotto con la salsiccia (o alla monzese) appartiene sicuramente a questa categoria di piatti. Non saprei proprio dire quale sia la vera ricetta della tradizione del risotto alla monzese. Io ne ho sperimentate varie versioni e alla fine lo faccio così (per 4 persone): Continua a leggere

Pensando alla montagna: la torta di farina di grano saraceno e marmellata di mirtilli rossi

Mi sono svegliata, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che venivano dei piccoli fiocchi di neve tra le gocce di pioggia che rendeva Milano particolarmente uggiosa.

Ho pensato quindi che sarebbe stata una di quelle giornate da rifugiati in casa e che sarebbe stato quindi carino preparare un dolce per i miei due maschi. Non avevo però voglia di dolci complicati e laboriosi, ma di una torta di quelle da inverno.

La sorte ha voluto che avessi appena fatto scorta di tanti tipi diversi delle meravigliose farine del Mulino Marino e che tra queste ci fosse anche quella di grano saraceno.

Ho quindi pensato di preparare, un po’ a naso, un po’ sbirciando un paio di libri, una torta che mi capita di mangiare in Trentino Alto Adige fatta appunto con il grano saraceno e la marmellata di mirtilli rossi. Detto fatto. Continua a leggere

Piadine prêt à manger

Ecco una ricetta semplice e veloce per la domenica a cena. Sì veloce, al contrario di quanto si possa pensare, e il risultato è di grandissima soddisfazione, soprattutto se si usa della buona farina e magari una puntina di strutto. Io lo strutto non l’ho usato, non per questioni dietetiche, ma semplicemente perché in casa non ne avevo. Il risultato è stato comunque buono. Merito sicuramente della meravigliosa e particolare farina Enkir del Mulino Marino (non ho mai pensato ci fosse particolare differenza tra una farina e l’altra prima di provare le farine del Mulino Marino che consiglio vivamente).

La farina Enkir è adatta per preparazioni che non devono lievitare. E’ quindi perfetta per preparare pane azzimo, crèpes e appunto piadine come suggerito dalla maestra panificatrice ci_polla.

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Il rosso fa allegria: la red velvet

Come anticipato nell’ultimo post prima della partenza per la Florida, viaggio di cui a breve abeone vi racconterà pregi e difetti, durante le feste natalizie ho preparato la Red Velvet.

Non era la prima volta che mi cimentavo con questo morbidissimo e delizioso dolce, perché alla fine ogni scusa è buona per prepararlo vista la sua golosità, tipica dei dolci di tradizione americana.

La scusa ufficiale per averlo scelto questa volta è stato il colore: la Red Velvet è rossa e fa tanto Natale.

Vista nelle foto che si trovano in rete su siti e blog (a proposito io la prima volta ho usato questa ricetta e di base, con piccole varianti, quella uso) può sembrare un dolce complicato da fare.

In realtà è una torta abbastanza veloce da fare e le sole, relative, complicazioni stanno nel taglio della torta in strati, nella copertura della torta con la crema al formaggio e nell’ottenere il rosso giusto. Ad esempio questa volta a me il rosso non è venuto bellissimo (e dopo vi spiegherò perché) e ho tagliato la torta solo in 2 strati. Il risultato è stato comunque eccellente.

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Il tortellone che è chic e non impegna

Quest’anno sono arrivata alle Feste veramente scarica e stanca. Per Natale ho quindi optato per un menù un po’ più semplice degli altri anni, ma abbastanza furbetto da risultare comunque di “impatto” sui commensali. Ad esempio come primo ho realizzato dei ravioloni, così ne sono bastati 3-4 a persona. Non li ho fatti però con la pasta sfoglia, ma con l’impasto degli gnocchi, li ho farciti con pochissimi ingredienti ma di prima scelta e infine li ho serviti su una bisque leggermente brodosa, molto più semplice di quella utilizzata in questa preparazione.

Ma passiamo alla ricetta e agli ingredienti (per 8 persone) Continua a leggere

Per la vigilia di Natale. Omaggio a Sadler e Ducasse (parte 2)

Nel precedente post vi ho raccontato la mia idea di primo per la Vigilia di Natale. Proseguiamo oggi con gli antipasti e il secondo piatto.
Gli antipasti devo dire che non hanno avuto bisogno di grande ricette. Ho avuto la grande fortuna di trovare delle materie prime che avevano solo bisogno di qualche piccolo tocco per esaltarsi: acciughe e gamberi rossi (tutto il pesce acquistato qui), realizzati a crudo.
Per le acciughe fresche ho scelto una marinata in olio evo del Garda (la delicatezza sul pesce crudo, mi raccomando) e peperoncino fresco e pomodori. Ho servito in un bicchierino. Per i succosi gamberi rossi invece una tartare sempre con olio del Garda e scorzette di limone; il servizio in un cucchiaio. Vi lascio le foto, ma non vi spiego le ricette, peraltro credo intuitive. Mi limito a raccomandare una cosa: se fate del pesce crudo dovete essere certi che sia fresco. Anche se siete certi che sia fresco, le acciughe in particolare vanno “abbattute” per evitare rischi di contaminazioni intestinali da vermi, estremamente pericolosi. Quindi vanno comprate, pulite con cura e messe in congelatore a -20 gradi per circa 3 giorni. Una volta scongelate vanno asciugate con grandissima cura. Continua a leggere

Per la vigilia di Natale. Omaggio a Sadler e Ducasse (parte 1)

I piatti che preparo provengono ormai quasi tutti da spunti presi da internet e rielaborati. Che siano piatti della tradizione, regionali oppure grandi classici sono quasi sempre i blog il punto di partenza.
Ci sono delle occasioni speciali in cui però mi piace farmi ispirare dai grandi chef e dai loro libri: ne ho di Enoteca Pinchiorri, Nobu, Cedroni, Cracco, Vissani e Ducasse. Ma lo chef del quale ho sicuramente più libri dai quali attingere è Sadler: ben 3 libri! È lo chef che mi ha sempre ispirata. È stato il primo ristorante Stellato dove ho cenato. È la giusta sintesi della cucina che mi piace.

Gamberi Continua a leggere

Un crumble di mele… Buono buono in modo assurdo

Il crumble è un dolce veramente semplice. Come lo strudel, anche il crumble ha tante possibili varianti, soprattutto sul tipo di frutta che può essere cambiata in base alla stagione e a quello che si ha in frigo.

Io ho iniziato a farlo un paio di anni fa, usando quasi sempre le mele e facendo piccole modifiche fino a quando sono arrivata alla versione ideale che unisce a morbide e succose mele la croccantezza della frolla di copertura. Vado quindi a raccontarvi questa ricetta rapida e buonissima. Continua a leggere

Il fusion a modo mio: kofta con salsa guacamole

Mi piace la cucina internazionale. Sono una di quelle persone che posto che va, cibi del luogo che impara ad amare. Sono aperto a tutto o quasi (certo non ai livelli di Andrew Zimmern). 
Mi piace anche dilettarmi in qualche piatto  etnico o meglio in quelle che spesso sono italianizzazioni o adattamenti di piatti internazionali. Ultimamente mi sono anche messo a mischiare cucine di luoghi diversi, faccio il fusion a modo mio. 
Qui segue un piatto mediorientale accostato a una salsa sudamericana: kofta con guacamole.
Ok lo confesso subito il guacamole è made in @lamentore e non ci sono speranze di avvicinarsi al suo risultato almeno per me.

Strudel di pere e cioccolato

Lo strudel è un dolce sottovalutato. Si tende a mangiarlo principalmente quando si va a sciare e a dimenticarlo in altri momenti. 
In realtà lo strudel è un dolce semplice e molto buono che può essere farcito in tanti modi diversi e tutti molto gustosi: dal classico con le mele, a quello con frutta secca, prugne, albicocche, marmellata oppure come piace tanto in casa mia ossia con pere e cioccolato.
Non bisogna farsi prendere dalla pigrizia di comprare la sfoglia fatta (non che abbia qualcosa in contrario se uno ha proprio fretta) perché’ secondo me quella vera da strudel è molto più leggera e friabile. 
Quindi iniziamo dalla sfoglia per la quale servono solo
  • 250 grammi di farina 00
  • Un pizzico di sale
  • 2 cucchiai di olio di semi
  • 150 ml circa di acqua tiepida.
Ho lavorato la farina bianca con un pizzico di sale, 2 cucchiai di olio di semi e impastato aggiungendo man mano circa 150 ml di acqua tiepida (35-37 gradi circa misurati con il fantastico termometro dell’Ikea). Una volta ottenuta una palla liscia ed elastica, ho unto la superficie con un po’ d’olio e messo a riposare per circa 30 minuti sotto una insalatiera ben asciutta e riscaldata (io l’ho tenuta sotto il calorifero).  Per una sfoglia perfetta potete leggervi la ricetta di gennarino (http://www.gennarino.org/pastastrudel.htm). Io l’ho letta la prima volta e ormai vado a ricordo ed esperienza.