Ristorante Manna: alla corte di Matteo

“La cucina di Matteo è la cosa più vicina all’orgasmo a parte il sesso” cit. Gallizio

Riassunto di cosce - chef Matteo FrondutiNon solo Porco - chef Matteo FrondutiBasterebbe questa citazione per chiudere la recensione del Manna, ristorante nella periferia est milanese (fermata MM Turro per la precisione).
Ma come sempre nella vita ci sono mille sfaccettature e il Manna con il suo condottiero non fanno eccezione. Definito “condottiero” non a caso, lo chef Matteo Fronduti ha le physique du rôle di un soldato di ventura medievale catapultato in una cucina dei nostri giorni, a cavallo della sua motocicletta. Ti accoglie con un sorriso ironico e con orgoglio “ben in vista” ti presenta le sue creazioni. È un orgoglioso vero Matteo e come tutti gli orgogliosi va capito e scoperto poco a poco. Ma in breve tempo ti conquista. Continua a leggere

Champagne, per brindare a un incontro…

Champagne Chartogne TailletL’incontro in questione è con Ars Vivendi e gli champagne sono ben 5 per una serata di degustazione dall’invitante titolo “Tour de champagne – La montagne de Reims”, ultima di 4 tappe di un’approfondita esplorazione delle bollicine d’oltralpe.

La serata, tenuta presso Milano Bakery, è stata condotta con maestria da Guido Invernizzi, relatore dell’Associazione Italiana Sommelier, profondo conoscitore dei vini francesi e brillante oratore (mi ha fatto venire voglia di iscrivermi al suo corso).
Ecco qui un breve elenco di alcune tra le divertenti curiosità e aneddoti che hanno arricchito la serata.

  • Champagne Jean LallementSe l’invenzione dello champagne è tradizionalmente attribuita all’abate Dom Perignon in realtà aveva rubato il segreto della rifermentazione in Germania e ne ha “solo” sistematizzato la produzione.
  • I tre vitigni principali dello champagne sono pinot noir, chardonnay e pinot meunier.
  • I tedeschi non sono capaci di produrre champagne e mai lo saranno, ma a loro il merito negli anni della guerra di aver salvato economicamente molte case produttrici di champagne, basti ricordare tra gli altri  Krug, Bollinger, Tattinger, Deutz
  • In Inghilterra stanno lavorando bene sullo champagne e vanno tenuti d’occhio.
  • Lo champagne è un ottimo abbinamento a tutto pasto e non solo per il pesce e i crostacei, anche carne fino alla selvaggina (“ci sono bottiglie che possono rompere le corna agli stambecchi”)
  • nei profumi dello champagne si passa dalla boulangerie alla patisserie
  • Il bicchiere del vino, ancor più dello Champagne, va sempre tenuto per lo stelo e mai per la coppa, in modo da allontanare il più possibile gli odori che può avere la mano (profumo, dopobarba, cane del vicino bagnato…) -> “se lo fate vi faccio fare la fine di Muzio Scevola”
  • Non mettete il vino e ancor più lo champagne nella stessa cantina dei salumi….. il tappo di sughero è una spugna e invece di avere sentori di ribes e brioche finirete per assaporare un vino al profumo di capocollo
  • Non necessariamente bottiglie più costose sono più buone. Alla fine della degustazione quello che ci è piaciuto di più è risultato non essere il più caro.
  • Ma soprattutto: per capirne di champagne serve allenarsi bene e berne casse a profusione

Champagne Egly OurietEd ecco i dettagli degli ottimi Champagne della regione di Reims che abbiamo assaggiato, ognuno con sue qualità peculiari:

  • VERZENAY Jean Lallement – Réserve Grand Cru brut
    80% Pinot noir 20% Chardonnay
  • MERFY (Massif St. Thierry) Chartogne Taillet – mill. 2008 brut
    60% Pinot noir 40% Chardonnay
  • AY Gosset Brabant – Cuvée Gabriel Grand Cru mill. 2004 brut
    70% Pinot noir 30% Chardonnay
  • AMBONNAY Egly Ouriet – Vieillissement Prolongé Grand Cru extra brut
    60% Pinot noir 40% Chardonnay
  • BOUZY Jean Vesselle – Oeil de Perdrix Grand Cru brut
    100% Pinot noir

Champagne Jean VessellePersonalmente ho gradito di più il Gosset Brabant, a mio giudizio il giusto livello di “potenza e complessità” per uno Champagne che non si dimentica. Anche l’Egly Ouriet con l’invecchiamento prolungato oltre gli abituali standard e il Jean Vesselle “occhio di pernice” – come il suo colore che si avvicina al rosé, ma non così intenso – sono Champagne che vorrei avere sempre nella mia cantina.

Ars Vivendi è una bella iniziativa nel panorama della vendita online in campo enogastronomico, che si propone come un regional temporary shop in grado di offrire le migliori espressioni di un diverso territorio a rotazione, attraverso il contatto diretto con i produttori a prezzi vantaggiosi.

Mazzancolle volanti in panure

Non siamo di fronte a una nuova specie di crostacei con le ali, ma a un piatto di quelli veloci veloci a livello di una bistecca.
Di gamberi e mazzancolle se ne mangiano spesso, ma sempre allo stesso modo, olio e limone, al valore con maionese…Non che non siano buoni anche così, ma questa variazione sul tema rompe la monotonia e regala emozioni.

Gamberi impanati Pochi ingredienti:

  • mazzancolle
  • Sale al Wasabipane secco da tritare grossolanamente  o se preferite del pan grattato già pronto, ma è meno gustoso
  • scorza di limone
    io l’ho fatta fine fine al coltello dopo averlo pelato in alternativa potete grattugiarla direttamente
  • prezzemolo
  • sale
    nello specifico ne ho usato uno speciale al Wasabi e sesamo per dare una punta di piccante

Procedimento talmente semplice da non servire una descrizione vera e propria. Pulire i gamberi, preparare la panatura con gli ingredienti segnalati, passare le mazzancolle nella panure e cuocere in padella con un filo d’olio per 3 minuti.

Fatto.Gamberi impanati

Ottime come secondo (nella fattispecie accompagnate da pomodorini ripassati in padella con un filo d’olio e maggiorana fresca), ma anche buone come antipasto in un “menu della domenica”.

A Budapest, turista per caso

No, non sono andato in Ungheria in compagnia di Patrizio Roversi o  Syusy Blady. Capita che per girare uno spot devo passare tre giorni a Budapest dove però tocca lavorare di notte, per cui le giornate rimangono a disposizione (a eccezione del tempo di recupero, ma si sa che di giorno si dorme meno che di notte).Panorama di Budapest

Dov’è finito l’est e il comunismo?
La prima cosa che colpisce arrivando a Budapest è notare come negli anni sia diventata una capitale europea “all’occidentale” a tutti gli effetti. Le auto in circolazione sono assolutamente comparabili a quelle di Milano (ok qualche Fiat in meno) e i palazzi, fatta eccezione per quelli di rilevanza storica, sono molto simili. Se in particolare ci si aggira in periferia è un attimo credere di aver girato l’angolo a Gratosoglio.
Ancora. Il bel centro pedonale accoglie le vetrine delle principali marche che puoi trovare in Corso Buenos Aires a Milano da H&M a Zara a Tommy Hilfiger fino ad Armani. La vera differenza è che qui c’è pure Starbucks…
[quando 
potrò avere il mio 
‎Frapuccino in Italia? ma questa è un’altra storia…]

Lezione di storia in un paio d’ore
House of TerrorUna cosa assolutamente da non perdere a Budapest è la House of Terror, non un parco divertimenti horror, ma un museo che racconta come l’Ungheria sia sopravvissuta a due regimi del terrore passando senza soluzione di continuità  dall’occupazione Nazista alla dominazione Russa. Il museo è allo stesso tempo un monumento a ricordo di tutti coloro che sono stati incarcerati, torturati e uccisi all’interno del palazzo e il luogo dove trovano testimonianza tutti i sacrifici che il popolo ungherese ha fatto per la ricerca della libertà.
Personalmente in due ore di visita ho recuperato un pezzo di storia che mi era quantomeno nebuloso. La mostra è ben curata anche se parte dei filmati storici sono in ungherese non sottotitolati in inglese. In compenso chiedete alla cassa le fotocopie in Italiano delle “note esplicative”, valido supporto per la visita.

Tramonto su BudapestIl bel Danubio blu tra Buda e Pest
Poche parole per esprimere il mio amore per tutte le città  attraversate da un fiume e se questo è il Danubio…
Bellissimo e affascinante, è il teatro di tramonti indimenticabili.
Ovviamente numerose le possibilità per fare gite sul fiume piuttosto che cene su imbarcazioni di ogni tipo dal barcone turistico dove conta solo il numero degli ospiti a scafi di lusso con ristoranti di pari livello.

Il Danubio divide geograficamente le due anime della città , Buda e Pest. Se Pest è la parte più  moderna e pianeggiante, Buda è considerata la parte più  antica e storica che accoglie il castello e la cittadella su una collina.

Mangiare a Budapest
Pochi i pasti “locali” che ho consumato durante il mio soggiorno, ma abbastanza per farsi un’idea di quanto ci sia nella cucina ungherese al di là del celeberrimo gulasch. Tanta carne (anche volatili tipo anatra e pollo sugli scudi), poco pesce, principalmente di acqua dolce (ma va?) e una predilezione per il paté di cui pare siano gran produttori e consumatori. 

Tre fattarelli
Come direbbe il trio Medusa o Danilo da Fiumicino tre fattarelli su Budapest con tre foto a supporto.

  1. I tram di Budapest sono praticamente identici a quelli di Milano.
  2. Sui cartelli delle vie sono indicati i civici dell’isolato.
  3. Potete incontrare pullman “acquatici” che uniscono il giro della città alla navigazione nel Danubio.

Tram a BudapestNumeri civici di BudapestRiverRideBonus: nonostante un parco auto “occidentale” è ancora possibile trovare delle splendide Trabant.Una Trabant a Budapest

Quindi?
Confesso che di mio non ci sarei mai andato, ma adesso un pensierino di tornarci con la famiglia per un weekend lungo ce la sto facendo…
Parlamento di Budapest

Aimo e Nadia, finalmente.

Sembravamo destinati a non doverci incontrare. Diverse volte ho tentato la prenotazione senza fortuna e quando la fortuna era dalla mia, alla fine ho dovuto rinunciare. Ma alla fine il fato ci ha fatto incontrare lo scorso 6 settembre. Un desiderio improvviso e una telefonata alle 19.00 (orario inconcepibile per una prenotazione da Aimo e Nadia) alla quale risponde con gentilezza il maitre “si abbiamo posto, ci sono state delle disdette”.

Sgombro del Mar Tirreno marinato al sale di Mothia, erba lippia e mentuccia con mozzarella di bufala, crema di piselli crudi e crescioneArriviamo…
E allora pronti per un tuffo nella storia della cucina italiana. Non solo per quello che abbiamo mangiato ma anche per l’affabilità e la voglia di raccontare origine dei piatti e scelta delle materie prime di Aimo con gli ospiti. Una clientela che a prima vista sembra principalmente straniera, anche se ci assicurano si tratti di un caso, che la maggior parte sono italiani e che questa è una coincidenza legata al Gran Premio d’Italia di Formula uno.
Tortelli di farina Abbondanza (Podere Forte) farciti con melanzane marinate, cicale di mare e burrata in succo di germogli di frumentoAimo ha ormai lasciato il timone della cucina agli ottimi Fabio Pisani e Alessandro Negrini e si aggira tra i tavoli regalando non solo aneddoti sui piatti in arrivo, ma anche sulla sua esperienza e la sua filosofia di vita. Appena trova terreno fertile (e noi non potevamo non chiacchierare lungamente con lui…) iniziano i racconti su come lui porti pane e pomodoro agli eventi in università dedicati al mangiare sano, di come si dedichi ancora personalmente alla ricerca degli ingredienti (“ok mangiare equilibrato come dicono i dietologi, ma da dove arrivano la carne, il pesce, l’olio?”) e non ultime le storie di sua madre, cuoca personale in Francia, che gli ha trasferito l’amore per la cucina.

Tanti piatti ottimi, ma la zuppa….
Optiamo ça va sans dire per il menu degustazione, scelta “obbligata” per poter assaporare il panorama completo. In particolare per Aimo e Nadia non si tratta solo di assaggiare la cucina di oggi, ma di fare un viaggio lungo gli oltre 50 anni di storia del loro locale.Predessert

Si nota da subito una cucina di mano leggera, dove gli ingredienti singoli riescono ad emergere per le loro caratteristiche individuali, ma anche esaltati da particolari abbinamenti, a volte solo all’apparenza azzardati (tra gli altri un dessert a base di melanzane). Il menu è composto da un “prologo”, due antipasti, due primi e un secondo, una selezione di formaggi, pre-dessert e dessert.

  • Un piccolo assaggio: il prologo
  • Gamberi viola di Sanremo crudi all’aceto di miele Thun con granita di pompelmo e limone della Costiera all’olio di olive Nocellara, con pinzimonio
  • Sgombro del Mar Tirreno marinato al sale di Mothia, erba lippia e mentuccia con mozzarella di bufala, crema di piselli crudi e crescione
  • Zuppa etrusca di primavera con primizie dell’orto, legumi e farro della Garfagnana alle erbe aromatiche e fiori di finocchietto selvatico
  • Tortelli di farina Abbondanza (Podere Forte) farciti con melanzane marinate, cicale di mare e burrata in succo di germogli di frumento
  • Controfiletto di vitello Sanato cotto al giusto rosa con leggera panure profumata all’artemisia, con carote all’aceto di lamponi
  • Degustazione di formaggi italiani
  • Predessert
  • Dolci ortaggi: parmigiana di melanzane al cioccolato, sorbetto di basilico e melissa

A dire il vero la cucina di Aimo vive di percorsi polisensoriali al di fuori delle definizioni classiche di antipasto, primo, secondo ecc. Nelle foto trovate sostanzialmente tutti i piatti ad eccezione dei Gamberi viola di Sanremo che potete vedere qui.

Zuppa etrusca di primavera con primizie dell’orto, legumi e farro della Garfagnana alle erbe aromatiche e fiori di finocchietto selvaticoSu tutti svetta la Zuppa Etrusca, piatto che ha fatto la storia di Aimo e viene riproposto fin dal primo menu. Un piatto tradizionale, all’apparenza semplice, che però trova nella scelta degli ingredienti, nel loro equilibrio e qualità il motivo per cui tanti clienti tornano solo per quello da anni, come ci dice con orgoglio Aimo.

Due piccoli difetti perché io sono un rompiballe…
Dolci ortaggi: parmigiana di melanzane al cioccolato, sorbetto di basilico e melissaLa carta dei vini è esagerata, sbilanciata su bottiglie di altissimo pregio (ed equivalente prezzo). Difficile restare indifferenti a certe etichette e annate, ma ho fatto mia la teoria secondo cui esistono bottiglie che non è possibile apprezzare senza una giusta preparazione e tantomeno giustificarne il prezzo.
Il locale avrebbe forse bisogno di una rinfrescata verso la modernità. belle le opere d’arte che arredano le sale, ma la sensazione è quella di un ambiente un po’ datato.

In conclusione
Una visita da non perdere per tutti gli amanti della buona cucina, in un “Luogo” che ha saputo far progredire la tradizione negli anni, rimanendo, a mio giudizio, un punto di riferimento per chi pensa che la cucina sia fatta prima di tutto di sapori e non solo di belle mise en place.Il prologo: Cicerchie delle Murge in crema con marasciuolo selvatico, mosto cotto di fichi, lampascioni e olive Nolche, con biscotto mostacciolo

Varazze: dopo 10 anni qualcosa sta cambiando

VarazzeQuest’anno festeggio i 10 anni di vacanza a Varazze, scelta per la comodità di un milanese che va e viene nel weekend di luglio per andare a trovare il pupo “gestito” dai nonni.
La cittadina della Riviera delle Palme si è trasformata in una seconda casa (pur cambiando spesso appartamento in affitto) dove amo tornare ogni estate. Amo perché ogni volta che esco dal Turchino e vedo il mare si apre il cuore, perché pesto e focaccia sono invenzioni degne del patronato dell’Unesco e anche per i suoi difetti perché l’amore è cieco e fa apprezzare pure quelli. Continua a leggere

Un runner wannabe a Miami

Ciao, sono Abeone e sono un runner wannabe.
Vuol dire che sono nella fase dove si combattono le “demoniache scuse” prima di iniziare sul serio. Questo pertanto è un post di auto-aiuto.

Boardwalk MiamiDa cosa si riconosce il runner wannabe? Provo a spiegarlo parlando di me. Passando davanti a ogni negozio di scarpe da running mi impianto come una donna davanti a una vetrina di Louboutin. Comparatori web di attrezzatura da running  di ogni sorta non hanno speranza di sfuggirmi, anche se dopo ogni consultazione sono sempre più confuso.
Il mondo delle app per runners è ricco di insidie nascoste sotto un menu o una misurazione possibile (ma sarà utile?). Su questo l’unica cosa che ho imparato è: “prova e vedi come ti trovi al massimo la cambi”. Bene. “Certo che però la precisione dell’orologio GPS vs le app dei telefoni…”. Arrgh. Continua a leggere

Quando lo zenzero si fa biscotto

I biscotti allo zenzero sono nati per caso un sabato piovoso all’Ortomercato laddove si riforniscono il 90% dei piccoli ristoranti etnici milanesi a partire da quelli cinesi, insieme a famiglie alla ricerca di qualità/quantità/convenienza. Così tra una cassetta di fragole e una  cassa di pomodori ci siamo fatti tentare da un sacchettone di zenzero a 3 euro. Una volta arrivati a casa è scattata la caccia all’idea per impiegare al meglio il magico rizoma.

Nel reparto dolci, cercando qualcosa di leggermente diverso dal pan di zenzero, sono approdato qui e dopo qualche piccola modifica siamo arrivati a ottimi biscotti facili e veloci da eseguire:

  • 250 g di farina tipo 0 (lo avrete capito che da queste parti non avrai altra farina all’infuori del Mulino Marino).
  • 1 uovo
  • 100 g di burro
  • 90 g di zucchero bianco
  • 1 cucchiaino di lievito
  • cioccolato fondente in tavoletta
  • zenzero fresco (come se piovesse)

Biscotti allo Zenzero in forno Continua a leggere

Foodie Geek Dinner: cronaca di incontri annunciati.

In questo post non troverete un racconto puntuale delle prelibatezze annunciate qui e che abbiamo mangiato lo scorso 6 marzo al Dopolavoro Bicocca di Milano, già descritte ben benino qui e qui e ancora qui.

FGD by Donata ZanottiQuello che vorrei raccontarvi è come la serata, nonostante la pioggia incessante fuori, sia stata molto calda accogliente dentro e “accesa” da incontri veramente belli.

Incontri di persone che condividono la passione per la cucina. Ma non solo habitué del mondo del foodblogging, anche “nuove leve” come il sottoscritto, legale rappresentante della “quota azzurra”. Continua a leggere

Fan di Star Wars, a Disney World si diventa Jedi

Prima tappa del viaggio in Florida Disney World – Orlando, che in realtà non è un mondo ma 4:

  • Magic Kingdom dove le fiabe diventano realtà per grandi e piccini
  • Epcot dove si fondono le attrazione del Future World con il World Showcase
  • Holywood Studios dove immergersi nel mondo di film e telefilm con attrazioni e spettacoli dal vivo
  • Animal Park dove incontrare più di 1700 animali appartenenti a 250 specie diverse 

Disney World castle
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