Quando mi è arrivata a casa la selezione di zafferano 3 Cuochi, ho pensato a lungo a quale ricetta preparare per partecipare al concorso per le ricette da includere nel nuovo ricettario Tutti cuochi con 3 Cuochi.
Inizialmente ero orientata su una delicata acqua allo zafferano per servire un pesce bianco, poi ho pensato a una vellutata, ho persino valutato l’idea di un dolce. Poi, tanto per non smentire la mia fissa per il risotto, ho deciso di fare un risotto. E per restare sul semplice, ho scelto proprio un risotto allo zafferano, ma separando il risotto dallo zafferano.
Niente di complicato, solo un modo diverso per servire un piatto tradizionale e renderlo una novità anche per il ragazzo di casa.
Andiamo con ingredienti e preparazione.
Per il risotto (3 persone)
- 300 grammi di riso carnaroli
- 1 Cipolla media
- 3 cucchiai di olio evo
- 50 grammi di burro buono
- 30 grammi di grana padano stagionato
- 1 litro di brodo vegetale
- mezzo bicchiere di buon vino bianco secco (ho usato un Friulano)
- sale e pepe
Per la salsa allo zafferano
- 150 ml di panna
- 1 bustina di zafferano 3 Cuochi
- 20 grammi di grana padano stagionato
- 2-3 cucchiai di brodo
- pepe
Affettate la cipolla finemente e mettetela a imbiondire con il burro e l’olio dolcemente. Quando la cipolla sarà praticamente trasparente, alzate la fiamma portandola a fuoco medio e versate il riso perché tosti (circa 3-4 minuti). Alzate ancora un po’ la fiamma, versate il vino bianco e sfumate fino a farlo evaporare totalmente. Iniziate a versare il brodo vegetale che avrete preparato in precedenza. Il brodo deve essere caldo per non interrompere la cottura del riso. Versatene un paio di mestoli alla volta e fate cuocere a fuoco medio mescolando ogni tanto. Man mano che il brodo si asciuga, aggiungetene ancora fino a terminare la cottura del riso (circa 15-17 minuti in base al tipo di riso). Regolate di sale e di pepe. Spegnete il fuoco, aggiungete il grana padano e mantecate con un cucchiaio di legno (io ho inaugurato il mio bellissimo cucchiaio in legno di ulivo che uso solo per il risotto).
Durante la cottura del risotto, iniziate a preparare la salsa allo zafferano. In un pentolino piccolo versate circa 150 ml di panna e scaldatela a fuoco lento. Aggiungete quindi il grana padano e qualche cucchiaio di brodo perché il composto non sia troppo solido (non deve però essere nemmeno troppo liquido). Aggiungete poco sale e pepe a piacere. Spegnete il fuoco e aggiungete una bustina di zafferano 3 Cuochi mescolando molto bene.
A questo punto non resta che impiattare come preferite. Io ho preso un coppa pasta tondo da circa 10 cm di diametro e l’ho riempito di riso creando una torretta ben compatta. Ho versato sopra un cucchiaio abbondante di salsa allo zafferano e fatto una decoro nel piatto con la stessa salsa.
Arrivato a tavola, i commensali hanno preferito mischiare gli ingredienti: risotto e zafferano sono tornati insieme.
Il festival non può che svolgersi in una delle zone che ci regala fantastici risi italiani, quella tra le province di Biella e Vercelli. Nato da un’idea di Edoardo Raspelli, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva Mela Verde, il Festival, giunto alla 5° edizione, si svolge dal 17 aprile al 2 giugno e produce e serve decine di tipi di risotti, realizzati da chef della zona.
Io che sono nata ad agosto, passerei le mie vacanze solo stesa al sole. Quindi quando il “padrone di casa”, quello piccolo, ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto trascorrere il capodanno con la regina, a Londra, figuratevi che notizia è stata per me. Mi sono ritrovata a studiare metropolitane, case vittoriane, cose che un bambino deve assolutamente vedere nella prima visita alla città europea che più amo, ma anche ristoranti da provare assolutamente visto che per la prima volta, dopo parecchi anni, avevo la possibilità di visitare Londra da turista. Una cosa era decisa a priori: dovevamo assolutamente andare al Restaurant Gordon Ramsay, tristellato locale del noto chef che ha fatto della ristorazione uno show.
Era la fine di luglio e mi trovavo in Liguria. In un mese in cui il tempo aveva spesso fatto le bizze, andare al mercato e poi mettersi in cucina era uno dei pochi passatempo sopportabili insieme alle tante ore di lettura. La soddisfazione in cucina era accresciuta da una cucina decisamente ampia con un lavandino in marmo che amavo pazzamente.
Da buona amante degli gnocchi, ho provato l’esperimento di vedere come rendono queste buonissime patate in modalità gnocco.
Nonostante le temperature siano ancora piuttosto miti, le mie visite al mercato mostrano che l’autunno è già iniziato. Le bancarelle mostrano i primi agrumi, cachi, cime di rapa,
ma soprattutto meravigliosi funghi porcini. Nelle ultime settimane li ho acquistati spesso alla mia bancarella di fiducia e non mi hanno mai delusa. Ho fatto un magnifico risotto, dei semplici maccheroni e una delicata insalata. Domenica scorsa voglia di lasagne però non avevo voglia di fare la sfoglia. Dopo un po’ di pensate e un’occhiata in dispensa ho scoperto di avere del pane guttiau. È nata così questa particolare lasagnetta fatta di pane guttiau, fratello “condito” del pane carasau.
Ho tolto la pelle alla salsiccia e l’ho sbriciolata in padella. L’ho portata praticamente a cottura e spento.
In un contenitore tondo ho versato il brodo caldo e poi ho immerso velocemente le sfoglie di guttiau. Bisogna essere rapidi per evitare che il guttiau si impregni troppo. Se la sfoglia si rompe non fa nulla, basta cercare di ricomporla in teglia. Per ogni strato ho sovrapposto circa 3 o 4 sfoglie di guttiau e poi coperto con un po’ di salsiccia, funghi e pecorino abbondante. Sono andata avanti fino a esaurimento ingredienti. Ho coperto l’ultimo strato solo con pecorino, per assicurare la doratura.