Gnocchi alle patate violette

Qualche settimana fa, ho trovato all’Esselunga delle patate violette. Avevo già provato le patate viola fritte, fatte a chips. Sicuramente buonissime.

Gnocchi in preparazioneDa buona amante degli gnocchi, ho provato l’esperimento di vedere come rendono queste buonissime patate in modalità gnocco.

Non sapendo che grado di umidità e farinosità avessero una volta bollite, mi sono data il limite di non superare il 25-30% di peso di farina, rispetto al peso delle patate a crudo. Se terminata la farina la consistenza non mi avesse convinto, avrei buttato tutto. Mi è andata bene, con l’aiuto di un tuorlo d’uovo.

Ingredienti

  • 600 grammi di patate viola
  • 150-180 grammi di farina
  • 1 rosso d’uovo
  • sale

Gnocchi impiattati

La procedura per fare gli gnocchi è molto semplice. L’avevo già scritta qui. Importantissimo schiacciare le patate e fare in modo che rilascino un po’ di umidità ben stese sul tavolo. Quando vi sembrano meno “bagnate” si parte con la farina, il rosso d’uovo e il sale.

Condimento iper semplice, ma sempre gradito: burro e salvia e una generosissima spolverata di noce moscata. Tempo di realizzazione minuti 50, dalla pentola al piatto. Giuro.

Prenotare un ristorante a Parigi e anche in Italia

Durante un weekend lungo a Parigi cercavo di prenotare un posto dove cenare partendo da consigli di amici, recensioni ecc. Sul sito di un bistrot mi sono imbattuto nel sistema di prenotazioni La fourchette e mi si è aperto un mondo.

fourchetteCome funziona
Semplice come un vero servizio 2.0. Un’app + un sito dove cercare un ristorante per zona, su cartina, per tipologia e per prezzo, insieme alle recensioni degli utenti. Versione francese la fourchette e versione inglese the fork. Tutto ok: in due click o tap hai la conferma del posto anche per prenotazioni a distanza di pochi minuti, senza bisogno di nessuna conferma via telefono o altro. Continua a leggere

Il Pad Thai vegetariano a modo mio

Quando un avocado incontra le alici e i noodles di riso, possono nascere piatti decisamente interessanti che rivedono completamente il concetto di Pad Thai: l’oriente si sposa con il Mediterraneo. Se credete anche voi che una ricetta non è qualcosa di scolpito nelle pietra, ma solo un canovaccio sul quale ognuno si può misurare e apportare tutte le modifiche del caso, beh siete nel posto giusto. Anche per questo motivo ci sono una serie di varianti nella ricetta. A voi decidere come procedere secondo i gusti e le ispirazioni personali.

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Hamburger con burro di arachidi… e pomodori secchi

Come già raccontato, in famiglia ci piace preparare hamburger casalinghi. O almeno, il più casalinghi possibili. Questa volta l’idea dell’hamburger parte dal frigorifero (o quasi): un vasetto di burro di arachidi mi guardava in tralice sfidandomi a usarlo con un hamburger…

Detto e fatto. Ci siamo messi tutti e 3 all’opera per preparare l’hamburger che nasce dalla salsa

Ingredienti (3 persone)

  • Ingredienti Hamburger3 hamburger di Angus da circa 180 grammi l’uno
    (ho trovato la carne di Angus all’Auchan, l’ho passata al tritacarne e fatto degli hamburger)
  • 3 panini per hamburger
  • 3 fette di bacon
  • provolone piccante
  • toma
  • qualche foglia di valeriana
  • pomodori secchi sottolio (10 circa)
  • burro di arachidi (3 cucchiai)

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Il Moro in camicia: niente di meglio per quando ci si sente giù

Qualche giorno fa ho ricevuto una email, in cui mi si chiedeva di partecipare a una bellissima iniziativa Women for Expo. La call to action era chiarissima: segnalare la ricetta che amavamo di più da bambine, quella che ci ricorda un particolare momento, quella che facciamo in casa quando ci sentiamo giù. Ecco, siccome questo è un periodo in cui sono ancora preda di tossi e raffreddori molesti, l’umore non è ancora primaverile e la to-do-list è di quelle che non si svuotano mai, ho proprio voluto pensare alla mia consolazione per quanto mi sento giù. E credetemi non c’è migliore consolazione, seppure effimera, del dolce meraviglioso che sto per raccontarvi.

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La ricetta di Cracco e Pollini: frico e goulash

Accade che dopo l’appuntamento con gli gnocchi arrosto partecipo a un secondo workshop di Cibo a Regola d’Arte. Oggetto della lezione due rivisitazioni di classici friulani: frico e goulash. Docente lo chef Emanuele Pollini del “Carlo e Camilla in segheria”, ristorante aperto recentemente da Carlo Cracco.
Insomma tanta roba.
Ma ecco il colpo di scena, a tagliare le carne per il goulash si presenta Carlo Cracco in persona, che a seguire girerà tra le postazioni ad aiutare gli astanti dispensando consigli e battute.
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Gnocchi arrosto, fonduta di grana, mostarda e polvere di cacao

Me li hanno insegnati ieri, e oggi li ho proposti a tutta la famiglia, ma andiamo con ordine. Ieri ho partecipato a un workshop all’interno di Cibo a regola d’Arte* manifestazione milanese dedicata alla cultura del cibo. A guidare la lezione lo chef Michelangelo Citino del Ristorante Michelangelo dell’aeroporto di Linate.In postazione

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Bentornato ad Andrea Berton: la recensione

Certe cose bisogna scriverle finché il ricordo è fresco, quando ancora ti sembra di sentire in bocca il sapore di mare e quello più concreto della terra. E quindi la devo scrivere subito la mia recensione al nuovo Ristorante Berton.

Amusebouche - Berton - Continua a leggere

Filetto di maiale in crosta

Un grande classico che piace a grandi e piccini. Una ricetta che fa effetto quando la si porta in tavola, ma di facile preparazione. La sola cosa alla quale stare veramente attenti a non superare il tempo di cottura “giusto”, altrimenti la carne potrebbe risultare asciutta, ma basta un buon timer per non correre il rischio.

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Ristorante Manna: alla corte di Matteo

“La cucina di Matteo è la cosa più vicina all’orgasmo a parte il sesso” cit. Gallizio

Riassunto di cosce - chef Matteo FrondutiNon solo Porco - chef Matteo FrondutiBasterebbe questa citazione per chiudere la recensione del Manna, ristorante nella periferia est milanese (fermata MM Turro per la precisione).
Ma come sempre nella vita ci sono mille sfaccettature e il Manna con il suo condottiero non fanno eccezione. Definito “condottiero” non a caso, lo chef Matteo Fronduti ha le physique du rôle di un soldato di ventura medievale catapultato in una cucina dei nostri giorni, a cavallo della sua motocicletta. Ti accoglie con un sorriso ironico e con orgoglio “ben in vista” ti presenta le sue creazioni. È un orgoglioso vero Matteo e come tutti gli orgogliosi va capito e scoperto poco a poco. Ma in breve tempo ti conquista. Continua a leggere